Esistenza di Cristo fai da te: le prove ontologiche di un parroco fantasioso

A parte il fatto che tanto il sindaco quanto il parroco si meriterebbero una bella denuncia per falso in atto pubblico, la notizia che trovate qui sotto (by La Repubblica) si presta a qualche altra gustosa considerazione.

La prima è che, come ha giustamente osservato Odifreddi, il parroco di Longarone “ha bisogno dello psichiatra”.

La seconda è che la cosa è un pochetto patetica. Dato che – ci si perdoni se controargomentiamo per assurdo, per rispondere all’assurdità – l’atto di nascita andava registrato duemila e undici anni fa, e in un altro stato.

La terza è che, ormai, l’apologetica è davvero arrivata alla frutta. Pur di giustificare ciò che ormai non appare più nemmeno lontanamente credibile, sono pronti a fare carte false (nel vero senso della parola). Anche se, a ben pensarci, di falsi nel nome di Dio la storia ne è piena, quindi questo parroco non s’è inventato nulla di nuovo. Semplicemente, ha continuato nel solco della tradizione.

Da ultimo, preoccupa il rapporto un tantinello malato fra il parroco e il sindaco del paesello: il primo ha un’idea insensata, va dal secondo e questo risponde “bella, bellissima, grandiosa”. Mi sa che lo psichiatra serve ad entrambi.

Comunque, ecco la news:

Longarone, Gesù registrato all’anagrafe
Parroco: “Ispirato dal censimento Istat”

Don Gabriele voleva spiegare ai suoi giovani alunni come la venuta del Figlio di Dio fosse stata, oltre 2000 anni fa, un evento eccezionale ma anche ordinario. Il sindaco Roberto Padrin ha firmato l’atto di nascita, registrato il 25 dicembre nel comune del bellunese

Da Repubblica

Gesù, nato a Longarone il 25 dicembre 2011. Questo, almeno, stando a un certificato di nascita emesso dal comune del bellunese, ai piedi della diga del Vajont. Frutto non di una burla, ma della natalizia complicità tra il parroco don Gabriele Bernardi, e il sindaco Roberto Padrin.

L’idea di registrare con un autentico atto di nascita la venuta al mondo di Gesù è del religioso. Don Gabriele stava studiando un modo originale per spiegare ai suoi piccoli fedeli e alunni come la nascita del Figlio di Dio fosse stata all’epoca un evento eccezionale ma anche ordinario. L’intuizione è quindi giunta riflettendo sul censimento Istat in corso in Italia.

“Duemila anni fa – spiega il parroco – l’Impero romano stava eseguendo la stessa operazione, e la vicenda della nascita di Cristo si inserisce in quel contesto. La richiesta del certificato ha un valore puramente educativo. Mi serviva per farlo vedere ai ragazzini del catechismo. Una prova per spiegare loro che Gesù è nato veramente per essere un uomo in mezzo agli uomini, e che vive in mezzo a noi qui a Longarone. Anche lui è stato un bambino come loro e quindi, come tutti, ha il suo atto di nascita”.

Quando don Gabriele si è presentato in comune per registrare all’anagrafe la nascita di Gesù, gli impiegati perplessi hanno chiamato il sindaco chiedendo come comportarsi. Roberto Padrin ha trovato geniale l’idea del parroco e ha acconsentito volentieri alla registrazione dell’atto. Così, il nome di Gesù è finito nell’elenco dei nuovi nati di Longarone, nascita registrata il 25 dicembre scorso.

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