“Estendere la rete amicale dei soci”: la ragione sociale di CL secondo CL

L’Espresso dedica un suo articolo a Comunione e Liberazione e, in particolare, al suo potere smisurato in Lombardia.

Sono una potenza. Come movimento ecclesiale, sono un esercito di 100 mila, forse 300 mila aderenti, i numeri sono segreti. Hanno una compattezza ideologica oggi rara, perché “alla radice del nostro modo di fare politica c’è un atteggiamento religioso”, scriveva don Giussani, scomparso nel 2005. Hanno costruito una coesa macchina da guerra schierata in politica, nella pubblica amministrazione, nella sanità, nella scuola, nelle onlus. E nel business, naturalmente.

La Compagnia delle Opere, il loro braccio operativo nell’economia, conta 34 mila aziende, per un fatturato annuo di 70 miliardi di euro: una volta e mezza la Fiat, per capirci, o un ventesimo dell’intero Pil nazionale. E’ vero, quasi metà sono in Lombardia, culla del movimento e cuore del suo potere, esteso dal presidente della Regione fino al portiere di notte dell’ultima clinica. Ma nuove direttrici d’espansione sono il Veneto, l’Emilia-Romagna, la Sicilia, il Lazio.

Ma la chicca è questa:

Come funziona la Compagnia delle Opere? Senti Massimo Ferlini, ex-Pci, presidente a Milano e vice in Italia, e ti spiega che “piccole e piccolissime imprese cercano amici con i quali confrontarsi e di cui si possano fidare. Questo noi siamo. Estendere la rete amicale dei soci è precisamente la nostra ragion d’essere, la nostra ispirazione ideale. Amicizia operativa, la chiamiamo”.

Tanto da far dire a un consigliere regionale lombardo, che di Cl denuncia da sempre le malefatte in regione:

Appunto, attacca il rottamatore Pd Giuseppe Civati, consigliere regionale lombardo: “Ci raccontano che loro lavorano per avere “più società e meno Stato”, invece hanno montato una tela di ragno che cancella il libero mercato, accredita i privati amici dentro il settore pubblico, costruisce con loro un rapporto parapubblico di dipendenza e chiude le porte in faccia a chi non ci sta. E’ “lo Stato più gli amici loro”: fornitori, appaltatori, funzionari e così via. E questa smisurata concentrazione di potere la chiamano “sussidiarietà””.

Per il resto, per alcuni esempi di come CL abbia le mani in pasta, il link all’articolo è questo.

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