Un mondo senza ‘paradisi’ può diventare un mondo con meno ‘inferni’

Cito qui un frammento che mi ha molto colpito (da un articolo di Bruno Gualerzi):

Occorre uscire da un paradiso dove nessun uomo è mai stato, naturalmente, ma la cui pura evocazione, proprio per questo, rende spesso infernale l’esistenza ‘terrena’. La quale, nella sua consistenza, non può reggere il confronto con l’inesistente, un confronto che può portare all’assurdo di concentrare tutti gli sforzi per indebolire, o proprio cancellare, questa consistenza come modo per avvicinarsi di fatto il più possibile all’inesistente. Un luogo, l’inesistente, dove – essendo il puro nulla per la nostra esperienza – c’è spazio per tutto ciò che vorremmo, soprattutto per collocarvi un’esistenza liberata dalla fatica di vivere. Per inseguire un’ombra, viene gettato nell’ombra ciò che la produce, cioè noi stessi.

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