La secolarizzazione in Italia: i dati Istat

Quanto è cambiato, negli ultimi decenni, il rapporto degli italiani con la religione? Esistono dei dati al riguardo? è possibile cercare di ‘quantificare’ la progressiva secolarizzazione della società italiana, cercare di coglierne l’evoluzione temporale e i trend?

Cominciamo, in questo post, analizzando i pochi dati Istat disponibili al riguardo. L’unico dato dell’Annuario Statistico Italiano che possa avere una qualche attinenza con la religione è quello sui matrimoni: questo perché, in nessuna occasione, l’istituto di statistica ufficiale rileva un dato sensibile quale, appunto, l’appartenenza fideistica degli italiani.

Si tratta di un limite che ci porterà, in analisi successive, a rivolgerci a altre fonti. Per ora, limitiamoci ad analizzare l’unico dato ‘ufficiale’: la proporzione di matrimoni religiosi e civili dal 1930 al 2009. Si tratta di una serie storica lunga 80 anni, con dati mancanti dal 1943 al 1947.

Se tralasciamo il periodo precedente la seconda guerra mondiale (nel quale si passa dal 3,1% di matrimoni civili del 1930 allo 0,8% del 1942), nell’Italia repubblicana i matrimoni civili rimangono inferiori al 3% del totale fino al 1970. Nel 1971 inizia la crescita che li porta dal 3,9% del 1971 al 12,4% del 1980; ed è proprio dal 1980 che facciamo partire il nostro grafico:

Si passa così dal 12.4% del 1980 al 37,2% del 2009.

Si può osservare come la crescita del matrimonio civile e il declino di quello religioso seguano un andamento costante nel tempo, quasi lineare. Regredendo queste variabili sugli anni (ha senso farlo vista la relazione praticamente lineare – per chi sa cosa sia, l’R^2 è del 93%), si osserva una riduzione media dello 0,875% annuo dei matrimoni religiosi, che equivale a dire che ogni 6 anni si ha un 5% in meno di matrimoni religiosi sul totale.

Facendo una semplice previsione secondo questo modello, si arriva a concludere che nel 2020 i matrimoni religiosi scenderanno al 53% del totale e nel 2030 al 44.5%.

Dal punto di vista, sicuramente non esuastivo, del rito con cui si officiano i matrimoni, la secolarizzazione sembra insomma piuttosto evidente.

Annunci

4 thoughts on “La secolarizzazione in Italia: i dati Istat

  1. Mi fanno notare che il trend potrebbe in parte risentire dei ‘secondi matrimoni’, cioè del fatto che il divorzio è possibile solo civilmente e risposarsi in chiesa non è ammesso. è un’obiezione sensata. Tuttavia, da un lato la sostanza non cambierebbe di molto; dall’altra non sono disponibili dati sui ‘primi matrimoni’ (che sarebbero il giusto metro per il confronto), e, inoltre, la definizione stessa di ‘primo matrimonio’ è ambigua, perché nel caso in cui un divorziato sposi un celibe/nubile non si sa bene come classificare tale matrimonio (primo o secondo?)

  2. Già che ci sono volevo precisare che anche i matrimoni religiosi (quelli cattolici per lo meno, non so quelli delle altre religioni) hanno valore civile; nel grafico stai dunque sottintendendo che consideri i matrimoni esclusivamente civili (in verde), o sbaglio?

  3. Certo. Non l’ho precisato perché mi sembra ovvio. La denominazione impiegata è la stessa usata da Istat, per cui non credo ci sia margine di ambiguità.
    L’idea è, fatti 100 i matrimoni, quanti di essi si celebrano in chiesa (con annessi probabili effetti civili, ma se non sbaglio è possibile anche sposarsi in chiesa senza registrare il matrimonio agli effetti civili – di solito lo fanno le coppie di anziani che non vogliono perdere il diritto alla pensione di anzianità del coniuge defunto) e quanti nei municipi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...