Indicatori di secolarizzazione (#3): una graduatoria per regione

Può essere interessante, dopo le due analisi svolte sui dati nazionali sulla percentuale di matrimoni civili (La secolarizzazione in Italia: i dati Istat) e sulla quota di studenti che non si avvalgono dell’ora di religione (Indicatori di secolarizzazione (#2) – i dati sulla frequenza dell’ora di religione (IRC)) nelle scuole italiane di tutti i gradi, riprendere questi dati e fare delle considerazioni per regione.

Lo facciamo usando dati presi dalle stesse fonti dei due precedenti articoli, rispettivamente ISTAT  riferiti al 2009 (annuario statistico 2010) e Servizio Nazionale della CEI per l’IRC, anno scolastico 2008/09. A causa dell’incompletezza di questi ultimi, i dati non sono disponibili per le regioni più piccole.

Si nota da subito che questi due dati tendono a muoversi di pari passo, non a caso la correlazione è pari a 0.94 (indice che va da -1 a 1, dove l’1 indica che i due fenomeni si muovono “insieme” nella stessa direzione). Risulta allora naturale pensare di fare una graduatoria delle regioni mettendo insieme le due variabili. Possiamo fare questo in modo soddisfacente con un’analisi delle componenti principali: senza addentrarci in dettagli tecnici, l’idea è di sintetizzare le due variabili (% di matrimoni civili e % di non avvalenti IRC) con un unico indicatore, e basti sapere che in questo caso l’applicazione della tecnica è più che soddisfacente (l’indicatore mantiene ben il 97% della variabilità dei dati originari).

Si ottiene questa graduatoria, dove punteggi alti indicano alta “secolarizzazione”:

Toscana, Emilia-Romagna e poi, nell’ordine, Liguria, Piemonte, Lombardia e Veneto risultano le regioni dove il processo di secolarizzazione può ritenersi più avanzato, mentre Basilicata, Calabria, Puglia, Campania, Sicilia, Molise e Abruzzo si collocano all’estremo opposto. Nel mezzo, troviamo Lazio, Marche, Umbria e Sardegna.

La distinzione, non sorprendentemente, sembra rispecchiare dunque una chiara ripartizione geografica: in testa alla graduatoria sono tutte le regioni del centro-nord, poi quelle più centrali e, in fondo, quelle del sud.

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8 thoughts on “Indicatori di secolarizzazione (#3): una graduatoria per regione

  1. Oggi ho deciso che sono proprio un rompipalle così commenterò acidamente anche questo tuo post.
    In realtà l’analisi da te svolta è molto interessante e mi ha un po’ sorpreso vedere che lazio e lombardia (luoghi storicamente soggetti al potere temporale) siano nella parte superiore della classifica.
    Faccio invece un appunto sulla scelta dei colori nella tabella, sembra quasi svelare un giudizio critico dell’autore nei confronti delle società “religiose” [cosa che meriterebbe maggior riflessione: un conto è uno stato secolarizzato, un altro una società secolarizzata].
    Avrei preferito che separassi la parte di ottimo analista che c’è in te dalla parte di tifoso agnostico…

  2. Si tratta di una formattazione predefinita di un noto software, molto utile per vedere cromaticamente qual è la distanza fra i valori di un vettore di numeri. La trovo buona perché decisamente intuitiva, e tipicamente essa può andare dal verde al rosso o dal rosso al verde.
    Personalmente utilizzo la versione rosso = valori più bassi, verde = valori più alti.
    Che in questo caso i valori positivi (e quindi verdi) riguardino le regioni più secolarizzate è una conseguenza indiretta delle variabili inserite nell’ACP: se avessi inserito matrimoni religiosi anziché civili e percentuale di avvalenti anziché di non avvalenti, probabilmente avrei ottenuto i colori invertiti che tanto ti sarebbero piaciuti. La bontà dell’analisi non ne è minimamente inficiata, gusti personali a parte. L’idea era quella di ricavare un indicatore di ‘secolarizzazione’, dunque crescente (-> verde) al crescere della secolarizzazione.
    Resta da osservare che l’agnostico, per sua natura, non è un tifoso. Questione degna di considerazione, ma sicuramente fuorviante rispetto al tema in esame, sarebbe appunto quello che non va in questo paese se anche chi vorrebbe (e metodologicamente dovrebbe) essere neutrale non possa spesso far meno di prendere posizione…

  3. PS: il Lazio ha un valore vicino a zero, non è accomunabile alla Lombardia che invece sta nella parte alta della graduatoria.
    Comunque, qui abbiamo analizzato solo due variabili perché per il momento abbiamo considerato solo queste. Ma per completezza se ne dovrebbero considerare molte altre, e piano piano ci arriveremo.
    Adelante, Pedro, con juicio.

  4. che strano…dipende come è stato fatto il sondaggio..spero in proporzione..perchè sono molisana e conosco un paese dove età media è di 97 anni 😀

    • Perdonami, ma non stiamo parlando di un sondaggio e non abbiamo a che fare con un’indagine sull’età.
      Semplicemente, si considerano dei dati non campionari (quindi, non presi da un sondaggio ma da fonti ufficiali quasi ‘censuarie’) e in particolare:
      1) la proporzione di studenti che decidono di non frequentare l’ora di religione;
      2) la quota di matrimoni con il solo rito civile sul totale dei matrimoni;
      quindi si confrontano i dati delle diverse regioni rispetto a questi due fenomeni, che tendono a muoversi di pari passo.
      Se desideri qualche altro chiarimento replica pure sotto questo commento 😉

  5. Devo dire che questa tua analisi sulla secolarizzazione sta suscitando grande interesse…
    Ottimo lavoro! (ovviamente colori a parte…)

    • Effettivamente, con oggi il numero di visite è esploso. Che un’analisi statistica possa suscitare addirittura più interesse di altri articoli è abbastanza imprevisto.
      Per tornare alla tecnica statistica impiegata in questo articolo, a questo punto non fa male darne un accenno: l’indicatore riportato nella tabella non è altro che una trasformata lineare delle due variabili in esame. Per chi di geometria se ne intende, è la riduzione dello spazio da R^2 a R che mantiene la massima variabilità possibile dello spazio di partenza.
      Ma, detto in modo un po’ meno poetico, praticamente è una ‘media pesata’ delle due variabili considerate

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