@ Giovanardi, Cassano, Fioroni & Co.

A Giovanardi, Cassano, Fioroni & Co. verrebbe da chiedere dove vivono.

Ma se Cassano viene spontaneo darlo per disperso (come, gay nel calcio? Quando mai?), forse ai nostri politici qualche domanda potremmo porla.

Proprio perché sono politici, sarebbe bene fossero a conoscenza degli indirizzi che le istituzioni dell’Unione Europea danno sui temi dell’omofobia, transfobia e diritti civili ad essi collegati (l’ultima, che si occupa di discriminazioni, è di meno di un mese fa) o sulle opinioni degli italiani – distanti anni luce da quelle dei parlamentari – raccolte da Istat, e presentate proprio alla Camera dei deputati, nell’indagine “La popolazione omosessuale nella società italiana”.

Ma, soprattutto, la domanda è… I nostri politici almeno leggono i giornali?

Si direbbe di no, se l’ex ministro dell’istruzione Beppe Fioroni non ha trovato di meglio per giustificare la sua omofobia del classico “la legge sulle unioni civili non è una priorità”. Forse, se leggesse i giornali, realizzerebbe che il fatto che l’Italia non abbia né una legge contro la violenza omofoba, né per le unioni civili – unica fra i maggiori Paesi occidentali – ha delle conseguenze. Basta limitarsi alla sola Roma:

Violenza omofoba nella Capitale – quattro aggressioni in pochi giorni

titolava qualche giorno fa, ad esempio, La Repubblica.

Raccontando, ad esempio, la vicenda di una transessuale cinquantenne serba:

Ad Ardea, una transessuale ha subito ripetute minacce, ingiurie e danneggiamenti, all’inizio di giugno. Poco meno di 50 anni, originaria della Serbia (da dove è fuggita per salvarsi dalla pulizia etnica messa in atto dall’esercito croato), Stefania – il nome è di fantasia – stava prendendo il sole, sulla spiaggia libera. “Ero sdraiata – racconta a Repubblica.it – e leggevo un libro. A un certo punto, senza alcun motivo, si sono avvicinati a me quattro ragazzi, intorno ai 20 anni di età”.

L’hanno insultata e umiliata, pubblicamente, con espressioni come “fai schifo, noi i travestiti li uccidiamo” e per metterle paura l’hanno minacciata con dei racchettoni, arrivando quasi a colpirla. A quell’ora  –  erano circa le 14  –  quel tratto di spiaggia era poco frequentata, e in zona non c’erano altre persone. “Sono stata colpita – prosegue – dalla loro tranquillità, impressionante. Sono venuti da me a freddo, soltanto per intimidirmi e offendermi. Volevano anche sapere se fossi straniera”.

Da quel momento è iniziata una vera e propria persecuzione. Il giorno dopo, uscendo di casa, Stefania si accorge che la sua auto è stata danneggiata: le era stato rotto lo specchietto. “Segno che mi avevano seguita fino a casa”, osserva. Nulla a confronto di quello che le accade il giorno dopo, quando sulla stessa auto vengono rovesciate feci e banane. “Non ho mai avuto problemi –  racconta Stefania, che ha sporto denuncia ai carabinieri della locale stazione  –  di questo tipo. L’ultima volta che sono stata insultata in questo modo vivevo ancora in Serbia”. 

Oppure, quanto avvenuto negli stessi giorni a Velletri:

Due giovani lesbiche sono state insultate da alcuni ragazzi mentre si trovavano all’interno di un pub. Sono state notate, perché non avevano nascosto il fatto di essere una coppia: una mano che stringe l’altra, forse anche un abbraccio. Dimostrazioni d’affetto come se ne vedono tante, sul versante eterosessuale. Costrette a uscire, sono state inseguite e minacciate con calci e pugni sulla loro auto, al grido di “sporche lesbiche”.

Una volta entrate nella macchina sono state accerchiate dal branco, che ha impedito loro di allontanarsi, bloccando la strada con un’altra auto: soltanto l’arrivo dei carabinieri, chiamati pochi minuti prima dalla coppia, ha evitato che la situazione degenerasse ulteriormente.

E, se non bastasse:

Il caso più grave, però, dal punto di vista della prognosi, è quello che vede protagonista Guido Allegrezza, noto attivista per i diritti delle persone Glbt, aggredito la notte scorsa nel quartiere dell’Eur, in una zona abitualmente frequentata da gay. Allegrezza, che si trovava nei pressi di un bar, è stato affrontato da quattro ragazzi tra i 25 e i 30 anni, che gli hanno iniziato a lanciare contro delle pietre, ferendolo alla testa e procurandogli la frattura delle costole, oltre a varie contusioni. Trasportato al San Camillo, i medici lo hanno giudicato guaribile in 30 giorni (la denuncia è scattata d’ufficio).

Siamo certi, ad ogni modo, che Giovanardi, Fioroni e i tanti altri parrucconi omofobi che gli fanno compagnia in Parlamento non sarabbo turbati da questa notizia. L’importante è compiacere l’inquilino che sta Oltretevere: tutto il resto, per loro, “non è una priorità”.

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