Torino, Napoli e ora anche Milano

Torino, Napoli e Milano. Le unioni civili sono ormai realtà in 3 delle 5 città più popolose d’Italia. E la lista potrebbe presto allungarsi.

Di ieri la notizia che il consiglio comunale di Milano ha approvato con 29 voti favorevoli, 4 astenuti e 7 contrari una regolamentazione sulle unioni civili.

Citiamo il Corriere:

Le unioni civili «registrate» permetteranno l’accesso solo ai servizi forniti dal Comune. Non apriranno alla possibilità di ereditare o alla pensione di reversibilità: benefici garantiti alle coppie sposate che dipendono dalle leggi dello Stato. E infatti Pisapia ha precisato che il registro milanese è un provvedimento solo «di carattere amministrativo».

Non è una rivoluzione, insomma, ma di certo è un bel passo avanti. Solo un anno fa, delle prime 5 città italiane solo Torino riconosceva le unioni civili; adesso, il registro delle unioni civili è realtà nella maggior parte di queste città (3 su 5).

E è impossibile non collegare questo importante risultato al risultato delle elezioni amministrative del 2011: Napoli e Milano hanno rappresentato due elementi di novità assoluta per la politica italiana, che hanno lanciato un segnale inequivocabile di svolta al Paese. Finalmente le due città stanno affrontando con coraggio problemi storici come la tutela dell’ambiente, la mobilità sostenibile e i diritti dei cittadini.

L’ondata arancione che poco più di un anno fa ha gioiosamente tinto l’Italia sta contribuendo a cambiare il volto della seconda e della terza città d’Italia. Se le esperienze di governo di Napoli e Milano riuscissero a essere esportate su scala nazionale, l’Italia potrebbe finalmente “tornare in Europa”. E sappiamo quanto ce ne sarebbe bisogno.

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2 thoughts on “Torino, Napoli e ora anche Milano

  1. Sul tema, consiglio Odifreddi: http://odifreddi.blogautore.repubblica.it/2012/07/27/battaglie-di-retroguardia/
    “Fino a quando, invece, dovremo continuare a sentire papi, cardinali, vescovi, preti e fedeli pontificare contro l’ovvio, e cercare di interferire con le scelte di civiltà? Perché è di questo che si tratta, e bene ha fatto Pisapia a ricordarlo nella sua richiesta risposta alle non richieste esternazioni della Curia”

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