Tunisia. La “democrazia” che abolisce l’uguaglianza fra i sessi

Cos’è meglio: una dittatura come quella del tunisino Ben Alì o la democrazia succedutagli, in cui a governare è un partito di ispirazione religiosa che va a imporre a tutti i cittadini la sua visione del mondo attraverso la legge?

La sfida dev’essere davvero ardua, perché dopo esserci entusiasmati per le rivolte della primavera araba ora ci tocca leggere dall’Ansa che

La donna e’ ‘complementare’ all’uomo e non piu’ ‘uguale’: e’ subito polemica in Tunisia, con le associazioni di donne sul piede di guerra, per un articolo della nuova Costituzione approvato da una commissione dell’Assemblea costituente. L’articolo stabilisce che ”lo Stato assicura la protezione dei diritti della donna, sotto il principio della complementarita’ con l’uomo in seno alla famiglia, e in qualita’ di associata all’uomo nello sviluppo della Patria”.

C’è da confidare in un’ampia mobilitazione del mondo civile che faccia capire che, se un governo vuol prendere parte con credibilità ai consessi internazionali,  i diritti umani non sono negoziabili e le donne, con il rispetto per tradizioni quantosivoglia millenarie, non sono dei cammelli.

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