Indagine Gallup: nel mondo arretra la religione, Italia anomalia europea

Le indagini sul sentimento religioso delle diverse popolazioni sono ormai numerose e i risultati sono in genere abbastanza omogenei. Qualche mese fa abbiamo preso in considerazione un’indagine del NORC Institute di Chicago; torniamo ora sul tema, basandoci sui risultati di una nuova indagine condotta da WIN-Gallup International e condotta in 57 nazioni di tutti i continenti.

La domanda posta agli intervistati è semplice: “Indipendentemente dalla frequentazione di luoghi sacri, ti definiresti una persona religiosa, una persona non religiosa o un ateo convinto?”.

Le possibili risposte alla domanda sono a nostro avviso più semplici e soddisfacenti rispetto alla complessa classificazione in 6 classi elaborata dall’indagine NORC; allo stesso tempo, la classe intermedia “persona non religiosa” risulta sicuramente sfuggevole.

Ad essa, infatti, possono essere ascritti tanto gli agnostici, quanto atteggiamenti di vario tipo verso la religione: indifferenza, rifiuto, critica, purché non sfocino appunto nell’ateismo “convinto”. Si tratta insomma di una classe eterogenea e caratterizzata da una posizione non favorevole rispetto alla religione, ma in molti casi sfumata o soltanto abbozzata.

Per semplicità, e dato che li riteniamo di maggior interesse, ci soffermiamo sui paesi “occidentali” di grandi dimensioni (trascurando tutti gli altri). I dati completi, comunque, li trovate qui.

La ricerca mette in evidenza come dal 2005 al 2012, in soli sette anni, sia diminuita in moltissimi paesi la quota di intervistati che si definiscono “religiosi”: il fenomeno è particolarmente marcato in Francia, Germania, Canada e Stati Uniti; si registra anche in Polonia, Spagna e Russia mentre non investe Italia e Ucraina (dove si ha una piccola crescita dell’1%, forse di per sé non significativa ma segnale di un comportamento diverso rispetto al trend della maggior parte del mondo).

Vediamo ora nel dettaglio i dati riferiti al 2012 su Spagna, Francia, Italia e Germania: la “frattura” è evidente. In Germania, paese perfettamente in linea con il dato medio dell’Europa occidentale, si definisce religiosa la metà degli intervistati, un terzo si definisce non religioso e un sesto convintamente ateo.

In Europa occidentale, quindi, la popolazione è complessivamente spaccata a metà fra “religiosi” e “non religiosi” (potendosi gli “atei convinti” ascriversi fra i secondi). Simile è la situazione della Spagna, mentre Italia e Francia presentano situazioni molto peculiari. Da un lato, in Italia i “religiosi” sono il 73%, i “non religiosi” il “15%” e gli “atei convinti” l’8%; dall’altro, in Francia, le tre fazioni sono di simile consistenza: 37%, 34% e 29%. Così, se in Italia il rapporto è religioso 73% – non religioso 23%, in Francia il rapporto è ribaltato a 37% vs 63%.

Un confronto, questo, che si presta indubbiamente a una riflessione sulla particolarità della situazione italiana, in cui la presenza del governo della Chiesa costituisce un freno al fenomeno di secolarizzazione che caratterizza da anni l’Europa occidentale.

La ricerca mostra anche come, nella popolazione mondiale, al crescere della ricchezza diminuisca la quota di ‘religiosi’, a conferma della tesi secondo cui la religione attecchirebbe più facilmente là dove vi sono situazioni di bisogno e di deprivazione materiale.

Da ultimo, un dato interessante è quello che collega l’istruzione alla religione (dato riferito al complesso dei 57 paesi esaminati): al crescere del livello di istruzione diminuiscono dal 68 al 52% coloro che si definiscono religiosi, mentre aumentano dal 20 al 24 i non religiosi e dal 7 al 19% gli atei convinti. Un dato, questo, che oltre a confermare la correlazione fra ignoranza e religione, pone in evidenza soprattutto la diffusione dell’ateismo quasi esclusivamente fra i laureati.


PS: per un’analisi della relazione fra istruzione e religione (che ha fatto molto discutere nei commenti) vedi Istruzione e religione: il legame c’è, eccome!

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15 thoughts on “Indagine Gallup: nel mondo arretra la religione, Italia anomalia europea

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  2. “Un dato, questo, che oltre a confermare la correlazione fra ignoranza e religione”

    Ma LOL

    • Ahahah lo sapevo che mi sarei beccato una replica per l’osservazione non politically correct.
      Tuttavia è un dato che esce praticamente sempre, in questo caso si tratta solo di un’ulteriore conferma.
      è anche vero che si possono trovare singoli individui in cui la crescita del livello di istruzione non si è accompagnata a una riduzione del livello di ignoranza, ma l’andamento è chiaramente quello 😀

  3. “Un dato, questo, che oltre a confermare la correlazione fra ignoranza e religione”.
    Qualcuno dovrebbe spiegare al “furbino” di turno che la vera correlazione fondante è tra crescere del reddito e ateismo. Da sempre: è più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un ricco….
    Al crescere del reddito cresce ANCHE il livello di istruzione. Tutto quì.
    La controprova è che che TUTTI i nobel dovrebbero essere atei praticanti, cosa assolutamente non vera, da Dante e Galilei, Copernico e Keplero fino ad Einstein e Lamaitre e Nicola Cabibbo past Presidente della Accademia
    Pontificia delle Scienze, istituzione di cui fanno e ne hanno fatto parte MOLTE DECINE DI PREMI NOBEL.

    • Troppo facile cercare di rigirare l’evidenza empirica nel modo in cui ti piace vederla caro…
      Ci sono tre relazioni evidenti: tra reddito e istruzione, tra reddito e ateismo E tra istruzione e ateismo.
      Per cui:
      – il reddito atteso cresce al crescere del livello di istruzione;
      – più risorse economiche hai, meno hai bisogno del volontariato cattolico che, guardacaso, è una forma di volontariato leggermente “interessata”… Sei un attimo più indipendente e quindi meno ‘condizionabile’ quanto a opinioni sulla religione;
      – più studi, meno credi alle favole e più sei propenso a farti domande su quello che ti viene propinato come ‘verità assoluta’, salvo che se ci pensi su un po’ la favola inizia a far acqua da tutte le parti.

      Non puoi scegliere di tenere quelle che ti piacciono e eliminare quelle che non ti piacciono, ci sono tutte e tre 😉

      • @dalla parte, ti sei scordato di demolire la controprova da me citata….e Dante, Darwin, Galilei, Newton, Cabibbo, e l e decine di nobel della Pontificia Accademia delle Scienze, a partire dal suo Presidente attuale, Nobel di Biologia…. sono ignoranti e di conseguenza, superstiziosi?

        • Non c’è bisogno di demolire un tubo, caro…
          Quello che i dati dicono e che io ho ripetuto è che al crescere del livello di istruzione diminuisce la religiosità e aumenta l’ateismo.
          Questo non significa che tutti i credenti siano ignoranti e gli atei tutti intelligenti, non l’ho mai detto e temo tu non sia in grado di percepire la differenza tra le due cose.
          La sostanza è che a te non piace quello che l’evidenza empirica dici e ti arrampichi sugli specchi, ma sono problemi tuoi 😉

      • “- più risorse economiche hai, meno hai bisogno del volontariato cattolico che, guardacaso, è una forma di volontariato leggermente “interessata”… Sei un attimo più indipendente e quindi meno ‘condizionabile’ quanto a opinioni sulla religione;
        – più studi, meno credi alle favole e più sei propenso a farti domande su quello che ti viene propinato come ‘verità assoluta’, salvo che se ci pensi su un po’ la favola inizia a far acqua da tutte le parti.”

        Cosa c’entri l’evidenza empirica con queste tue considerazioni assolutamente personali e ampiamente discutibili non riesco proprio a capirlo…

        • Infatti quelle sono considerazioni meramente personali, che è indubbio non sarebbero condivise da un credente 😉
          Erano la risposta alla tesi del ” è più facile che un cammello entri nella cruna di un ago che un ricco”, per inciso.

      • Bene, se entriamo sul personale sarebbe interessante approfondire alcune cose che si possono intuire da questo tuo “reply meno empirico”, ma non credo sia questa la sede, si andrebbe irrimediabilmente Off-topic.

        Rimanendo sui dati del post, non c’è davvero nessuna fonte che in qualche modo estrapoli i dati sull’istruzione/religione nazione per nazione?

        Gli altri dati hanno mostrato particolarità interessanti soprattutto per la nostra Italia, magari anche in questo caso avremmo delle sorprese (anche se mi sembra improbabile).

  4. interpretare dati statistici richiede capacità critica e onestà intellettuale…
    Altrimenti si potrebbe anche dimostrare che l’ateismo è in funzione diretta della cilindrata della macchina posseduta.
    Le migliori intelligenze che hanno costruito la cultura umana NON erano atee. E avevano un livello di istruzione MASSIMO.. Da Platone in avanti.
    E non c’è arrangiatore di statistiche di comodo che possa dimostrare il contrario.
    Pensaci bene, e ti renderai conto…

    • Ribadisco, hai dei seri problemi con il concetto di correlazione. Mio caro, ammetti che ti dà fastidio l’evidenza della correlazione fra grado di istruzione e ateismo, anziché arrampicarti agli specchi…
      Te lo rispiego per la terza o quarta volta: dire che tra chi ha un diploma di scuola media inferiore la religione è più diffusa che fra chi ha una laurea non significa dire che chi ha una laurea è sempre o in maggioranza ateo, così come non significa che tutte le persone con diploma di smi siano religiose.
      Non è sufficientemente chiara la cosa?

  5. @daniele,
    Dallaparte è in difficoltà evidente e cerca un altro campo di battaglia (il volontariato) per sfuggire all’evidente conclusione che i massimi esponenti della Cultura mondiale non sono atei neanche per niente, e ai nostri giorni, collaborano con la Chiesa Cattolica nella Pontificia Accademia delle Scienze
    http://www.casinapioiv.va/content/accademia/en/academicians/deceased.html
    A Dallaparte i nomi di Dante,Keplero, Copernico,Newton,Darwin, Platone, fino ad arrivare al Nobel Arber (attuale Presidente) passando per Aage Bohr, Niels Bohr, Max Planck, Schrodinger, fino a Lemaitre, a Marconi e a tanti altri, non dicono niente: Come mai militano in una organizzazione religiosa
    Sopra Dallapartedialice scrive testualmente: “Un dato, questo, che oltre a confermare la correlazione fra ignoranza e religione, pone in evidenza soprattutto la diffusione dell’ateismo quasi esclusivamente fra i laureati.”
    La correlazione che trova tra “ignoranza e religione” è una sua invenzione. Diciamo più chiaramente una menzogna, bella e buona
    Gli atei italiani frequentano un paio di professori di piccolo calibro e non si possono permettere di correlare l’ignoranza alla religione, neanche se hanno un nome lungo quanto il loro naso,per esempio Dallapartedialice…..

    • Caro, la tua polemica, oltre che sterile e inutile, è anche un tantino stupida visto che si ripete come un disco rotto come se non avessi letto quanto scritto in precedenza.
      Non ti ripeto per la quarta volta quanto detto sopra (ma te lo ricito volentieri: “dire che tra chi ha un diploma di scuola media inferiore la religione è più diffusa che fra chi ha una laurea non significa dire che chi ha una laurea è sempre o in maggioranza ateo, così come non significa che tutte le persone con diploma di smi siano religiose”), semplicemente riguardati il grafico incriminato e dai una lettura qui… http://it.wikipedia.org/wiki/Correlazione_%28statistica%29
      Così anziché dedicarti a un infantilismo fine a se stesso magari pure tu ti fai un minimo di cultura, come tutte le persone credenti che hai citato 😉 (di cui non ho messo in dubbio un bel niente, anche se tu non riesci davvero a capirlo… Non ti replico citandoti Nobel o scienziati di fama mondiale apertamente atei proprio perché non c’entra nulla con il concetto di correlazione)

      Per la cronaca, blocco i commenti a questo pezzo perché un conto sono i commenti e un altro è il trollaggio. Nessun problema a un confronto, anche acceso, come sempre ce ne sono stati su questo blog, purché questo sia serio e non una bambinata…
      PS: La discussione, se pacata, può continuar qui: https://dallapartedialice.wordpress.com/2012/08/29/istruzione-e-religione-il-legame-ce-eccome/
      PPS: per chi non sa cosa sia un troll: http://it.wikipedia.org/wiki/Troll_%28Internet%29

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