Primarie e laicità # 3 – cosa dice la carta d’intenti

Noi democratici e progressisti ci riconosciamo in un progetto di società di pace, di libertà, di eguaglianza, di laicità, di giustizia, di progresso e di solidarietà. Vogliamo contribuire al cambiamento dell’Italia, alla ricostruzione delle sue istituzioni, alla pienezza della sua vita democratica. Vogliamo dare segnali netti all’Italia onesta che cerca nelle istituzioni un alleato contro i violenti, i corruttori e chiunque si appropri di risorse comuni mettendo a repentaglio il futuro degli altri.

Oggi Bersani, Vendola e Nencini hanno presentato, a nome dei rispettivi partiti (Partito Democratico, Sinistra Ecologia e Libertà e Partito Socialista Italiano), la “Carta d’Intenti” dal nome “Italia. Bene  Comune”. Un documento che riassume i valori e gli impegni che i tre partiti si assumono nel promuovere le primarie per la scelta del candidato alla Presidenza del Consiglio (che si terranno il 25 novembre e il 2 dicembre) e nel candidarsi al governo dell’Italia.

Oltre al passaggio citato in apertura, che a nostro avviso sintetizza i valori e la prospettiva di cambiamento di questa proposta politica, soffermiamoci sui passaggi che hanno attinenza con i temi “sensibili” dal punto di vista della laicità (come promesso). Segnalando, per inciso, che il riferimento alla laicità all’interno dei principi elencati in apertura era tutt’altro che scontato.

Nel documento si affrontano esplicitamente 4 temi: la legge 40 sulla procreazione assistita, la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza, la regolamentazione delle norme sul fine vita (il Ddl Calabrò sostenuto dal centrodestra non è ancora stato approvato e, anche se lo fosse, potrebbe essere successivamente modificato o abrogato) e il riconoscimento delle unioni omosessuali.

Le prime due questioni vengono affrontate congiuntamente e lasciano intendere l’intento di modificare la legge 40 in senso meno restrittivo e di non toccare (come invece chiedono dai movimenti antiabortisti) la 194:

Consideriamo essenziali il rispetto della libertà e della responsabilità delle donne. Occorre superare gli aspetti giuridicamente insostenibili della legge 40 in materia di procreazione assistita e garantire piena applicazione alla legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

Un po’ più sfumato è il passaggio sul fine vita, nel quale comunque si affermano il principio di laicità del diritto e l’importanza della libertà di coscienza e quindi, in sostanza, la contrarietà all’idea di imporre per legge a tutti i cittadini i principi morali di una parte:

Su temi che riguardano la vita e morte delle persone, la politica deve coltivare il senso del proprio limite e il legislatore deve intervenire sempre sulla base di un principio di cautela e di laicità del diritto. Per evitare i guasti di un pericoloso “bipolarismo etico” che la destra ha perseguito in questi anni, è necessario assumere come riferimento i principi scolpiti nella prima parte della nostra Costituzione e, a partire da quelli, procedere alla ricerca di punti di equilibrio condivisi, fatte salve la libertà di coscienza e l’inviolabilità della persona nella sua dignità.

Quanto alla regolamentazione delle unioni omosessuali, il centrosinistra si impegna a affrontare il problema, anche se non sembra aver ancora chiaro come. Un passo avanti, comunque, rispetto al disastro che sulla questione fece con il governo Prodi, che fallì per le divisioni interne a una coalizione divisa e risicata. Si afferma anche la necessità “urgente” di una legge contro l’omofobia, già sostenuta con forza dal centrosinistra in questa legislatura con progetti di legge affossati da PdL, Lega e UdC:

Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte costituzionale, per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico. È inoltre urgente una legge contro l’omofobia.

Una carta d’intenti, insomma, che dà delle linee di indirizzo e degli orientamenti abbastanza chiari, ma che non scende troppo nel dettaglio. Il che ha probabilmente senso, dato che in effetti si tratta di una carta d’intenti. La direzione in cui si vuole andare e gli obiettivi che si vogliono perseguire sembrano chiari, mentre la convinzione e l’intensità con cui saranno perseguiti li potremo verificare solo più avanti.

Annunci

4 thoughts on “Primarie e laicità # 3 – cosa dice la carta d’intenti

  1. Pingback: Primarie e laicità # 3 – cosa dice la carta d’intenti | La principessa sul pisello

  2. Thanks for placing up this article. I’m unquestionably frustrated with struggling to research out pertinent and rational commentary on this matter. everyone now goes in the direction of the amazingly much extremes to possibly generate home their viewpoint that either: everyone else within earth is wrong, or two that everyone but them does not genuinely recognize the situation. pretty numerous many thanks for the concise, pertinent insight….

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...