Blasfemia in Grecia: ai livelli di Egitto e Indonesia?

Che per “reato di blasfemia” si possa finire in carcere in molti Paesi del mondo non ci stupisce affatto e, anzi, notizie al riguardo ci giungono costantemente da ogni angolo del globo.

Sorprendente, però, è che ciò possa accadere anche in Grecia: nella culla della democrazia, infatti, un giovane 27enne è stato arrestato per essersi preso gioco di un monaco ortodosso, soltanto perché ne ha storpiato scherzosamente il nome su Facebook associandolo a quello di un tipico piatto greco (il Pastisios).

E questo, scusate, ma pone la Grecia ai livelli di Egitto, Indonesia e molti altri Paesi islamici dove l’offesa alla religione o anche solo mettere in dubbio gli ipse dixit del credo ufficiale sono azioni puntualmente punite con intolleranza, piuttosto che a quelli della gran parte dei Paesi europei.

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