La Santà omertà

Confesso. Ho peccato. E non chiedo perdono. Ho seguito il processo al maggiordomo Paolo Gabriele, imputato per furto, presunto corvo che rubava carte riservate e le riversava con il becco ai giornalisti italiani.

Con queste e altre parole Carlo Tecce, giornalista de “Il Fatto”, racconta della sua esclusione dalla sala stampa vaticana.

Espulsione notificata con una lettera di padre Federico Lombardi, e motivata con il fatto che il giornalista avrebbe seguito, non autorizzato, il processo al maggiordomo. Perché ad assistere a quel processo, il Vaticano ha ammesso solo 8 giornalisti accuratamente selezionati. E un giornalista fuori dal coro, non autorizzato, doveva pur esser punito.

Confesso. Ho peccato. E non l’ho fatto per sollazzarmi con l’esclusiva. L’ho fatto per due motivi: non frequento il signor embargo, non ne avevo contezza e quel processo, creato con sentenza incorporata, è stata una presa in giro colossale.

La trasparenza, Oltretevere, è ancora una sconosciuta. Ad oggi si continua a preferirle un’antica, tradizionale e Santa omertà.

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4 thoughts on “La Santà omertà

      • è una “monarchia assoluta teocratica elettiva a carattere vitalizio” (fonte: wikipedia). non per forza dovrebbe escludere un pò di democrazia, ma per assurdo non dobbiamo dimenticarcene. Anche a me fa sempre restare perplesso… ma è così.

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