Ponzio Pilato e il parlamento più laico della storia d’Italia

ponziopilato

Perdonateci per l’apertura ironica, ma questa vignetta di Repubblica ci è parso il riassunto più efficace degli ultimi 2 mesi della politica italiana.

In molti si erano appassionati all’idea che dal parlamento più laico della nostra storia potesse nascere un governo di cambiamento che dicesse finalmente qualcosa di laico su un’infinità di temi. Le premesse c’erano tutte, a guardare i programmi del Partito Democratico, del Movimento 5 Stelle e di Sinistra Ecologia e Libertà.

E il tentativo di farlo, questo governo, è stato messo in atto: solo che è fallito miseramente. Beppe Grillo e i suoi hanno sbattuto la porta in faccia al segretario del Pd, Bersani, che li ha corteggiati a costo di umiliarsi e perdere ogni controllo sul suo partito: partito che è andato allo sbando, finendo per sfasciarsi sulla scelta del presidente della Repubblica e ripiegare a quel punto su un governo con chi ci stava.

Così, adesso, ci ritroviamo un governo che sembra la riedizione della vecchia balena bianca: con un premier di estrazione storicamente democristiana e diversi ministri di provenienza ciellina; un governo sostenuto da partiti che non hanno mai avuto particolarmente a cuore la laicità delle nostre istituzioni.

Che cosa ci possa fare, poi, una come Beatrice Lorenzin alla sanità, è un mistero. È un mistero non solo perché ha posizioni fortemente clericali in materia di laicità, posizioni uscite sconfitte da queste elezioni, ma anche perché la ministra ha soltanto un diploma di liceo classico – e non sembra quindi la persona più competente in fatto di sanità e medicina. Viene spontaneo chiedersi cosa dirà la Bonino, che pure di questo governo è ministro degli esteri, ogni volta che sentirà qualche sparata fanatica da parte di questa o di altri esponenti del nuovo governo.

Capiamoci: serve a poco che Grillo, adesso, urli che Barabba è resuscitato. Perché se questo fosse il governo di Barabba, il suo Movimento non potrebbe che essere il partito dei Ponzio Pilato. I pentastellati avevano in mano le chiavi per evitare questo epilogo, sono stati corteggiati per settimane ma hanno sempre risposto “no grazie”. Anche se sapevano che mentre loro ripetevano “no, no, no”, dall’altra parte c’era un Berlusconi che ogni giorno diceva “si, si, si: perché non mi volete?”, come Ponzio Pilato se ne sono lavati le mani.

«Fuori da questa nostra proposta vedo un meccanismo che, dal dire “faremo, diremo”, ci può portare solo a dire “l’avremmo potuto fare”»: così aveva detto Bersani ai grillini, quando li incontrò per proporgli la possibilità di fare un “governo di cambiamento”. Ci spiace constatare che aveva pienamente ragione.

Un’alternativa a questo governo c’era, ed era decisamente più laica. Qualcuno però, vuoi per purismo ideologico, vuoi per tornaconto elettorale, l’ha sprecata. Ciao ciao, laicità; ne riparliamo, forse, la prossima legislatura.

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