I Bolognesi hanno scelto di difendere la scuola pubblica

I dati sono ancora parziali, ma lo spoglio indica ormai che alla consultazione sui finanziamenti comunali alle scuole private paritarie i Bolognesi hanno votato in maggioranza per l’opzione A.

L’astensione è alta, certo, ma c’è un innegabile successo politico da parte di chi si batte per una scuola laica, plurale, inclusiva e di tutti. Di chi vuole che sia rispettato quanto previsto dall’articolo 33 della Costituzione:

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.

Altrettanto innegabile è la sconfitta di tanti politici clericali, troppo clericali, che in queste settimane si sono spesi per difendere il finanziamento pubblico alle scuole paritarie.

La domanda era semplice: preferite investire più risorse nella scuola pubblica (A), o vi va bene che con quei soldi si finanzino in realtà tanti istituti paritari, quasi sempre religiosi (B)? La risposta è stata chiara: la scuola pubblica prima di tutto; le paritarie hanno tutto il diritto e la dignità di esistere, ma senza oneri per lo Stato.

Grazie Bologna, grazie Bolognesi.

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