Serve una legge contro l’omofobia. Subito.

Che dite, è troppo chiedere che il padre di Simone, il ragazzo che ieri si è lanciato dal terzo piano della sua scuola, venga punito, non solo con la privazione della patria potestà ma anche con sanzioni per il suo comportamento, come si farebbe in tutti i casi di violenza in famiglia?

Non sono bastati, non potevano bastare, la comprensione e l’amore della madre per vivere serenamente la propria omosessualità. Il padre, separato, non si è limitato agli insulti e alle botte: per convincerlo a «guarire» lo ha obbligato, invano, a momenti di intimità con la sua attuale fidanzata.  Molti compagni di scuola lo hanno deriso e bollato come «frocio» per i suoi modi gentili ed effeminati. Quanta umiliazione, quanto dolore. Tanto, troppo: al punto da convincerlo a quell’interminabile e silenzioso volo dal terzo piano della scuola.

Questo Paese ha un disperato bisogno di una legge contro l’omofobia. I tempi non sono semplicemente maturi: è già tardi, incredibilmente tardi. E ulteriori ritardi non sono davvero giustificabili.

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