Quel mezzo liberale (ipocrita) di Tosi

I leghisti, si sa, non hanno mai brillato quanto a coerenza. Tra i tanti leghisti incoerenti non fa certo eccezione l’attuale sindaco di Verona Flavio Tosi, che aspira a fare il candidato premier alle prossime (?) elezioni.
Succede infatti che Verona sia al centro delle polemiche, nelle ultime settimane. Due sono i motivi:
– il fatto che il sindaco abbia sponsorizzato ufficialmente un convegno che ha come fine quello di sostenere che l’omosessualità è una malattia;
– il fatto che il comune di Verona abbia censurato i manifesti dell’Uaar, l’associazione italiana di atei e agnostici.

Quale sia il legame tra i due fatti è presto detto: Tosi ha motivato il sostegno al convegno in nome della libertà di espressione, eppure censura dei manifesti che esprimono un pensiero pienamente legittimo. Questa incoerenza nasconde allora un’evidenza: che il tentativo di Tosi di dissociarsi da quel convegno a seguito delle polemiche è un tentativo goffo e falso. Onestà vorrebbe che Tosi ammettesse di condividere le teorie antiscientifiche sull’omosessualità come malattia e la smettesse di fingersi il liberale che difende le opinioni di tutti, quando in realtà è solo un politico ipocrita che sponsorizza quelle che gli stanno simpatiche e censura le altre.

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