Coperture Imu e Iva: perché non ridurre i costi pubblici della chiesa?

4 miliardi per abolire interamente l’Imu sulla prima casa, 1 miliardo per scongiurare l’aumento dell’Iva: sono queste le cifre con cui è alle prese il governo.
La coperta è corta ed è difficile trovare voci di spesa da tagliare. Perché non cominciare, allora, a ridurre gli oltre 6 miliardi di € che ogni anno escono dalle casse dello Stato ed entrano in quelle della chiesa cattolica?
6.277.000.000 €: sono i costi della chiesa stimati dall’Uaar. Una cifra da capogiro, superiore ai 5 miliardi necessari per evitare due tasse invise agli Italiani.
Come sia possibile continuare a chiedere sacrifici agli Italiani e ai comuni (tartassati al punto che da anni faticano a garantire i servizi ai propri cittadini), mentre non viene toccata minimamente un’istituzione che dovrebbe, a detta della sua massima guida, essere “povera per i poveri”, è uno dei tanti non-misteri di cui c’è poco da stupirsi, nella clericalissima Italia.

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2 thoughts on “Coperture Imu e Iva: perché non ridurre i costi pubblici della chiesa?

  1. secondo il libro inchiesta di Giuseppe Rusconi a Chiesa e l’insieme de mondo cattolico fa risparmiare allo Stato almeno 11 miliardi di euro l’anno.Ovvero quasi il quadruplo di quello che invece la Chiesa riceve con 8xmille e contributi varii. Ma senza leggere il libro di Rusconi fatevi un giretto in qualsiasi parrocchia italiana e vedrete quante opere assistenziali e di volontariato ha creato la Chiesa.

  2. Caro Lucio,
    anche se la pensiamo diversamente ti ringrazio del commento che hai postato. Cerco di spiegarti, però, il perché il tuo ragionamento non mi convince.
    Premetto che non conosco il libro di cui parli e, al momento, non ho modo di reperirlo; supponiamo quindi che la stima di cui parli sia attendibile – anche se non so cosa conteggi in quella cifra Rusconi – e, allo stesso modo, che sia attendibile la stima Uaar sui costi della Chiesa.
    Evidenzio, dapprima, che il rapporto tra quanto la chiesa riceve e quanto sborserebbe non sarebbe, come dici, del quadruplo, ma meno del doppio; in ogni caso, mi dirai, se queste stime fossero attendibili ci sarebbe un vantaggio per lo Stato a mantenere questa situazione. Io, però, non sono d’accordo: i motivi sono diversi e li elenco di seguito.
    Anzitutto, i soldi che lo Stato dà alla chiesa lo Stato potrebbe usarli direttamente per cercare di garantire quei servizi che invece sono lasciati alla libera iniziativa di enti privati: e ciò per due ragioni. La prima è che se il servizio lo garantisce lo Stato il cittadino può vantare un diritto, mentre se lo eroga un privato questo servizio diventa un “favore” per così dire non dovuto. La seconda è per una questione di non discriminazione: ci sono persone che possono vedersi rifiutate nelle loro richieste dalla chiesa, in ragione di un pregiudizio che la chiesa può esercitare nei loro confronti in quanto il servizio di cui sopra è, per lei, una gentile concessione. Inoltre, anche se la chiesa non oppone un rifiuto il cittadino non credente può comunque sentirsi a disagio nel richiedere alla chiesa questo servizio: io, ad esempio, sarei in grande difficoltà se avessi dei figli e dovessi mandarli a un centro estivo parrocchiale o se fossi indigente e dovessi rivolgermi ad associazioni cattoliche per sopravvivere.
    Aggiungo che, oltre a questo, vi è una questione di laicità: per esempio nelle scuole cattoliche, che secondo il tuo conteggio immagino sarebbero un vantaggio per le casse per lo Stato (come se la costituzione non dicesse che l’istruzione privata è libera ma senza oneri per lo Stato!), si impartisce spesso un’educazione ideologica e si creano dei ghetti identitari che non favoriscono l’integrazione fra cittadini e il confronto. Per me questo è un problema e trovo inaccettabile che questa fucina di pregiudizi venga finanziata in parte con fondi statali.
    Di più: anche se la troverai una provocazione, i servizi di cui parli e che la Chiesa gentilmente offre, in uno Stato laico sono un qualcosa di non richiesto. Se un’associazione, per via delle sue finalità evangelizzatrici o di che altro, intende portarle avanti, lo faccia: ma non lo faccia con i soldi di tutti noi, perché persegue secondi fini che non tutti condividiamo. Trovo troppo facile, se permetti, fare i generosi con i soldi degli altri.

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