Papa Francesco, la scomunica e gli ingenui

Si fanno un sacco di chiacchiere su papa Francesco, sulla sua simpatia e sulle sue dichiarazioni innovative. Al punto che non ci stupiremmo se domani qualcuno si alzasse e ne chiedesse l’immediata santificazione (anche se non è morto, anche se non è beatificato).

Molte sono le attese su Francesco e c’è da dire che è stato lui stesso a farle nascere, con le sue continue dichiarazioni su una chiesa povera, aperta al dialogo con i non credenti e non più oppressiva nei confronti dei divorziati o degli omosessuali.

Ma, al di là delle dichiarazioni pubbliche, poco sembra essere cambiato: nessuna rinuncia sostanziale ai privilegi di cui la chiesa gode (ma semplicemente qualche piccola rinuncia personale, che non impegna in nessun modo la chiesa), nessuna innovazione dottrinale riguardo alle posizioni medievali della chiesa su molti temi “controversi”.

D’altra parte chi ha letto un cambiamento nelle parole del papa su aborto, omosessualità e divorzio sembra aver preso lucciole per lanterne: perché Bergoglio ha detto che la chiesa dovrebbe parlar meno di questi temi, ma non cambiare o rivedere la sua posizione. Il motivo? Permetteteci di pensar male: si tratta di temi controversi che stanno facendo perdere molti consensi alla chiesa cattolica, per cui meno se ne parla, meglio è. Nascondendo la polvere sotto il tappeto ne guadagna l’immagine del pontefice, ne guadagna l’immagine della chiesa, ne guadagna la sua possibilità di influenza politica.

L’ennesima conferma che, dichiarazioni pubbliche a parte, poche sono le differenze fra Francesco e Benedetto la possiamo trovare in una notizia che arriva dall’Australia: papa Francesco il tollerante, il papa del sorriso e dell’apertura, ha scomunicato un sacerdote colpevole di aver preso posizione a favore del sacerdozio femminile, dei diritti dei gay e del matrimonio omosessuale.

Una scelta, quella della scomunica, che va ben oltre la riduzione a stato laicale: una scelta forte, quindi, a ribadire che sulla concezione della donna e sul disordine che per la chiesa è insito nell’omosessualità non ci saranno da parte di Francesco innovazioni o fughe in avanti.

L’augurio, ovviamente, è che la chiesa possa cambiare al più presto posizione. Ma usare delle dichiarazioni di facciata, puntualmente smentite dai fatti, illudersi ostinatamente che Francesco porterà un cambiamento che appare al momento estremamente improbabile a noi sembra un atteggiamento poco sensato. E a voi?

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