Quanti sono atei e agnostici in Italia?

Quanti sono gli atei e gli agnostici italiani? La domanda sembra lecita, date sia la tendenza ancora diffusa a considerare l’Italia un monolite cattolico sia i crescenti segnali della secolarizzazione del nostro Paese. L’Unione di Atei e Agnostici Razionalisti (UAAR), in una sua recente campagna di affissioni, ha parlato di 10 milioni di Italiani non credenti. Si tratta di una stima attendibile, o di una sovrastima di parte?

I dati forniti da diversi istituti sembrano dire che la stima di 10 milioni è corretta e, anzi, atei e agnostici italiani sarebbero addirittura un po’ di più. In questo post ci soffermeremo su due domande: quanti siano atei e agnostici nel loro complesso e quale sia il rapporto fra atei e agnostici.

I dati che prendiamo in considerazione provengono da 4 fonti diverse:

  • World Christian Database, che fornisce un dato aggiornato al 2008;
  • Eurispes, il cui ultimo dato che siamo riusciti a reperire è del 2010;
  • WIN-Gallup, la cui ultima indagine è del 2012;
  • GFK-Eurisko, che ha svolto un’indagine pubblicata questo mese (novembre 2013) per conto della Chiesa valdese.

Va detto che, di queste fonti, due si presentano come le più affidabili per le nostre domande: si tratta di Eurispes e GFK-Eurisko, che soddisfano al doppio requisito di essere istituti di ricerca indipendenti e di porre la domanda in termini chiari: chiedendo all’intervistato se sia credente – agnostico – ateo. Il dato fornito da WIN-Gallup, che pure è anch’esso un istituto indipendente, presenta il problema di classificare le risposte nelle categorie religioso – non religioso – ateo convinto: schema a nostro avviso meno chiaro e, in aggiunta, non direttamente paragonabile alle altre fonti. Il World Christian Database, infine, non presenta sufficienti garanzie di indipendenza, essendo evidentemente (come recita il nome) un istituto di parte, che potrebbe avere un interesse a sovrastimare il numero dei cristiani e sottostimare quello di atei e agnostici.

Ecco le stime dei diversi istituti riguardo alla percentuale di credenti, atei e agnostici:

perc_atei

Le stime di GFK-Eurisko e Eurispes parlano rispettivamente di 19% e 18,5% di atei e agnostici in Italia ovvero, in termini di popolazione attuale, di 11,4 e 11,1 milioni di non credenti. Come già detto, nostro avviso queste sono le stime più attendibili: il dato fornito dall’UAAR, quindi, sarebbe addirittura una stima prudenziale del numero di non credenti (che tiene conto, forse, anche del fatto che i bambini difficilmente avranno opinioni in merito). Gli altri due istituti stimano invece questa percentuale al 16% (World Christian Database) e al 23% (WIN-Gallup), corrispondenti rispettivamente a 9,9 e 13,8 milioni.

Più difficile, invece, è quantificare il “rapporto interno” fra atei e agnostici. Problema che deve tener conto del fatto che, ragionevolmente, molte persone ignorano la differenza che intercorre tra un ateo e un agnostico, e che, inoltre, molti non credenti possono avere difficoltà a classificarsi rigidamente in una delle due categorie (chi scrive, ad esempio, si sente in parte ateo e in parte agnostico). Trovare risposta a questa domanda è davvero un’impresa ardua:

prop_atei_agnostici

Le due fonti che abbiamo ritenuto più affidabili, infatti, affermano che fatto 100 il totale dei non credenti, gli atei sarebbero il 79% per GFK-Eurisko e il 42% per Eurispes – per complemento, gli agnostici sarebbero il 21% e il 58% nelle due stime.

Se poi consideriamo le altre due fonti abbiamo stime ulteriormente differenti: World Christian Database parla di 22% di atei e 78% di agnostici, WIN-Gallup di 35% di “atei convinti” e di 65% di persone “non religiose”.

Per concludere, le stime più attendibili parlano di circa 11-11,5 milioni di atei e agnostici in Italia, pari al 18,5-19% della popolazione totale. Quanti di questi siano atei e quanti agnostici, però, è difficile a dirsi. Resta il fatto che i non credenti rappresentano ormai una quota consistente della popolazione italiana: fatto che impone una maggiore laicità delle istituzioni italiane, ad oggi troppo spesso genuflesse ai desiderata della chiesa cattolica.

PS: se volete saperne di più sull’UAAR e su come sostenerla, visitate questa pagina.

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