Nuova scomunica di papa Francesco contro sostenitrice del sacerdozio femminile

Lo diciamo subito: quella di cui vi diamo oggi notizia non è la prima scomunica di Papa Francesco. Della prima, infatti, abbiamo parlato a settembre dell’anno scorso – quando il Papa scomunicò un sacerdote australiano colpevole di aver preso posizione a favore del sacerdozio femminile, dei diritti dei gay e del matrimonio omosessuale. Ieri, invece, si è avuta la notizia della scomunica di Martha Heizer, colpevole insieme al marito (scomunicato pure lui) di sostenere anch’essa il sacerdozio femminile e di celebrare lei stessa la messa. Insomma, papa Francesco il progressista non solo scomunica: ma sembra aver preso di mira proprio una delle istanze più egualitarie e progressiste che riguardano la vita stessa della chiesa cattolica, e cioè la parità tra uomo e donna. Un concetto evidentemente inaccettabile e indiscutibile, se la chiesa sente il bisogno di sanzionare chi sostiene il sacerdozio femminile con la scomunica…

“Durissimo provvedimento della Santa sede contro i gruppi cattolici di base. La Congregazione per la dottrina della fede ha scomunicato – quindi escluso dai sacramenti ed espulso dalla Chiesa cattolica – Martha Heizer, cofondatrice e presidente di We are Church (Noi siamo Chiesa), il principale movimento cattolico internazionale progressista, presente in oltre 20 nazioni e impegnato per una riforma della Chiesa in direzione di una maggiore collegialità, pluralismo e povertà. Da tre anni Mar­tha Hei­zer e suo marito Ehe­mann Gert (sco­mu­ni­cato anche lui), per sol­le­vare pub­bli­ca­mente la que­stione dell’ordinazione pre­sbi­te­rale delle donne, cele­brano l’eucaristia nella loro casa ad Absam (vicino Inn­sbruck, in Austria) insieme ad altre per­sone della comu­nità e senza preti. Una prassi peral­tro comune nelle comu­nità cri­stiane di base, mol­tis­sime delle quali anche in Italia.” (clicca qui per continuare a leggere l’articolo de Il Manifesto)

“Martha Heizer e il marito Gert hanno respinto l’atto della Santa Sede, dicendosi “scioccati” per la decisione di Roma. “Ci indigna profondamente il fatto di ritrovarci nella medesima categoria dei preti colpevoli di abusi. Continueremo a impegnarci con maggiore forza per la riforma della Chiesa cattolica. Proprio questo modo di procedere mostra con quanta urgenza essa abbia necessità di essere rinnovata.” (qui, invece, l’articolo de Il Foglio)

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9 thoughts on “Nuova scomunica di papa Francesco contro sostenitrice del sacerdozio femminile

  1. Ma celebrano l’Eucarestia senza il sacerdote, senza essere così in comunione con la Chiesa, contravvenendo al Vangelo. Come poteva, papa Francesco, non scomunicarli?

      • Gesù nel Vangelo ha chiamato a se, in modo particolare, i 12 apostoli conferendo loro il ministero di celebrare i sacramenti. Gli apostoli di allora sono i sacerdoti di adesso che, come loro, hanno abbandonato tutto per mettersi al completo servizio della Comunità. Abolendo la figura dei sacerdoti si rinnega questa volontà di Gesù, autoescludendosi dalla Chiesa.

        • Onestamente, il passaggio dai discepoli ai sacerdoti intesi come li intende il cattolicesimo lo trovo un’interpretazione, piuttosto che un qualcosa di chiaramente statuito dal Vangelo; tanto più che recenti scoperte hanno portato in evidenza come a svolgere quel ruolo, nelle comunità paleocristiane, potessero essere anche delle donne!

        • Il passaggio dai discepoli ai sacerdoti non è un’interpretazione “cattolica”, ma un dato di fatto storico. Nelle primissime comunità cristiane, dopo la morte degli apostoli, vengono subito individuate delle persone specifiche che ne assumono i compiti. Ad esempio nella lettera di Giacomo, datata alla fine del I secolo, compaiono chiaramente i presbiteri, cioè i sacerdoti, che amministrano i sacramenti (Gc 5, 14-15).
          Di recenti scoperte non ne so molto, ma non mi risulta che a quel tempo esistessero presbiteri donna. So di diaconesse, ma anche qui non è sicuro che si trattasse di un ruolo vero e proprio o semplicemente di aiuti estemporanei. Comunque niente che lasciasse pensare ad una generalizzata facoltà di amministrare i sacramenti.

          PS
          Mi scuso per doppio commento di prima

        • La consuetudine storica nasce dall’esempio di Gesù e, quindi, dal deposito di testimonianze che hanno dato origine ai Vangeli.
          Il link segnalato si riferisce ad alcuni ritrovamenti a Qumran dove non c’è alcuna traccia di cristianesimo, ma solo delle consuetudini di una particolare setta essena. L’articolo, inoltre, esprime solo una ipotesi, per giunta indiretta, senza indicare alcun riferimento ad un testo preciso.

  2. Gesu’ ha chiamato a se in modo particolare i 12 apostoli conferendo solo a loro il ministero di celebrare i sacramenti. Gli apostoli di allora sono i sacerdoti di oggi che hanno lasciato tutto per dedicarsi totalmente alla Comunita’.

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