L’Arabia Saudita introduce il carcere per gli atei

Che l’Arabia Saudita non fosse La Mecca dei diritti civili già lo si sapeva. E che nel mondo islamico i non credenti siano oggetto di pregiudizi, discriminazioni e rischino il carcere è un dato di fatto che conosciamo da tempo.

Tuttavia, il governo saudita ha deciso bene di peggiorare ulteriormente la situazione, prevedendo fino a 20 anni di carcere per chi osa esprimere pensieri atei o mettere in discussione i principi base dell’Islam.

Misure che, purtroppo, non fanno altro che confermare come la capitale dell’Islam sia anzitutto una capitale dove la libertà è bandita: è bandita la libertà di pensiero, la libertà di credere e di non credere, ed è bandita anche la libertà delle donne. Spiace constatare, leggendo notizie come questa, quanto una gran parte del mondo Islamico sia ancora nel Medioevo. Ci auguriamo che possa uscirne al più presto!

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