Sinodo sulla famiglia: la montagna e il topolino

Una montagna stava partorendo emettendo grida immani e c’era nel mondo una grande attesa.

Alla fine, partorì un topo.

Questa favola è scritta per deridere te che prometti mari e monti ma non combini nulla.

(Fedro, IV, 24)

Si sono chiusi, in Vaticano, i lavori del Sinodo dei vescovi sulla famiglia voluto da papa Francesco. Forte, sui media, è stata l’attenzione rivolta al documento conclusivo dell’assemblea, dopo che tanto le parole del papa quanto la prima bozza riassuntiva resa pubblica a metà dei lavori avevano creato una notevole attesa circa la possibilità di grandi cambiamenti della posizione della chiesa su coppie divorziate, coppie conviventi non sposate e coppie omosessuali.

Il documento che esprime le conclusioni del Sinodo, tuttavia, sembra ricordare la celebre favola di Fedro: la montagna, ancora una volta, ha partorito il topolino. Così, dopo gli annunci in pompa magna di fronte alla stampa di tutto il mondo (con quella italiana ancora una volta deferentemente genuflessa, ça va sans dire), dal documento finale sono sostanzialmente scomparse le attese innovazioni sulla comunione ai divorziati (sulle quali l’apertura è davvero timida e minima) e, a maggior ragione, sulle coppie omosessuali (sulle quali, in realtà, le parole del papa vengono spesso vendute come grande cambiamento, nonostante siano sostanzialmente la ripetizione di quello che il catechismo dice da sempre, al netto di una certa astuzia di Bergoglio nell’omettere i passaggi più inascoltabili).

Va detto, comunque, che con questo Sinodo papa Francesco ha voluto consultare i suoi vescovi: anziché prendere decisioni in solitudine, insomma, ha scelto di deferire in modo più democratico la questione a una discussione che ha avuto il pregio di essere avvenuta in buona parte alla luce del sole. Una discussione certamente franca: e questo è un bene, soprattutto in una chiesa spesso opaca e omertosa.

Spiace tuttavia constatare che all’annuncite di cui anche papa Francesco soffre, ancora una volta non siano seguiti i fatti. Così come dispiace, allo stesso tempo, che in tema di famiglia la chiesa continui a restare con i piedi ben saldi nel diciannovesimo secolo. Quel che lascia l’amaro in bocca, poi, è notare come la consueta papolatria di cui soffrono i nostri giornalisti abbia loro impedito di evidenziare l’esito un po’ gattopardesco di questo Sinodo. Quando si dice “essere più realisti del re”…

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3 thoughts on “Sinodo sulla famiglia: la montagna e il topolino

  1. Perchè, avevi dei dubbi? Potrebbe essere un cambiamento troppo grosso per la chiesa ammettere anche solo alla lontana di considerare le coppie di fatto, tali.
    Ottimo articolo, e la citazione di Fedro ha attirato perfettamente la mia attenzione 🙂

    • Non so, forse qualche dubbio l’avevo. Papa Francesco è un grande comunicatore, sin dal suo insediamento mi chiedo se passerà mai dalle parole ai fatti. Prendendomi, ovviamente, un sacco di critiche data la popolarità di questo papa. E la risposta alla domanda è, ahimé, sempre più vicina ad un no…
      Sono felice che l’articolo ti sia piaciuto, grazie mille per il tuo feedback!

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