Dubbio II (di Pietro Aretino, 1526)

Avendo ancora nelle orecchie le voci dei tanti (spesso improvvisati o improbabili) difensori della libertà di satira e opinione, penso sia lecito dedicare ai nostri lettori questa chicca datata 1526. L’autore è Pietro Aretino, il Dubbio è tratto dall’opera Dubbi Amorosi.

Dubbio II

Aveva la Martuzza un giorno tolta
la medicina e non potea cacare;
ond’ella avea dolor e pena molta
e quasi tutta si sentia crepare.
Talché temendo di restar sepolta,
un grosso cazzo in cul si fe’ cacciare:
guarì, ma nel guarir gustò sapore.
È tenuta di dirlo al confessore?

Risoluzione II

Tutti i canoni voglion ch’il peccato
se non è volontario non si stima,
e che l’uomo non può dirsi dannato
se non vende a Satan se stesso prima;
unde, quicumque sit, non è obbligato:
decima quinta, quaestione prima,
concludo ch’è peccato venïale
e dirlo al prete poco o nulla vale.

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