Giubileo: da Repubblica e Unità papolatria a più non posso

A creare il caso, in fondo, è stata la stessa Repubblica, che ieri ha pensato bene di pubblicare una gallery con le prime pagine dei maggiori quotidiani mondiali. Titolo: “Giubileo, i siti stranieri ignorano l’apertura della Porta Santa”.

L’arringa che accompagna le foto, poi, è esilarante: “A diverse ore dall’apertura della Porta santa e dell’inaugurazione del Giubileo straordinario, i principali siti d’informazione stranieri non riportano sulla loro homepage la cerimonia condotta da papa Francesco. In alcuni casi – come per l’argentino Clarin o i siti Usa – il fuso orario potrebbe aver influito sulla copertura della notizia, ma è indicativo il fatto che molti tra i siti britannici, spagnoli e inglesi abbiano deciso di non riservare uno spazio adeguato all’inaugurazione del Giubileo e alle parole di Bergoglio. In questa gallery le “prime pagine” di alcuni tra i siti d’informazione più importanti al mondo, “catturate” alle 13:30 ore italiane”.

Così, invece di interrogarsi sul fatto che a dare una copertura mediatica enorme all’evento siano stati soltanto i giornali italiani, Repubblica si lancia in un’appassionata reprimenda contro quei cattivoni ignoranti britannici, spagnoli e inglesi, che non ritengono una notizia degna di titoloni l’ennesima passerella mediatica di papa Francesco.

La papolatria di un quotidiano storicamente di sinistra come Repubblica lascia perplessi, ma non sorprende se pensiamo che da due anni e mezzo il suo fondatore, Eugenio Scalfari, ogni domenica ammorba i suoi malcapitati lettori con il suo consueto editoriale, in cui ci racconta quanto si è innamorato di questo papa.

Lascia invece di stucco un’altra copertina:

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Ebbene, non si tratta di un fake: questa è la copertina de L’Unità di ieri. Tre quarti della prima pagina dedicati a papa Francesco (per la gioia di Repubblica) samaritano ed ecologista, che Dio lo benedica!

Viene da chiedersi come ciò sia possibile, perché se Repubblica è in qualche modo giustificata dal rimbambimento del suo fondatore, non si può dire altrettanto del giornale fondato da Gramsci, che fu organo ufficiale del Partito Comunista Italiano.

La spiegazione, ovviamente, è che dopo la chiusura per fallimento del giornale, L’Unità è stata riaperta l’anno scorso dal Partito Democratico, che ha colto l’occasione per trasformare uno dei quotidiani storici della sinistra italiana in un giornaletto emanazione della segreteria del partito, allineato sulle posizioni dell’ex democristiano Matteo Renzi.

Mette un po’ tristezza, se permettete, vedere che fine hanno fatto due dei maggiori quotidiani di riferimento per il pubblico progressista italiano. Il paragone con il resto d’Europa evidenziato da Repubblica, poi, non fa altro che rendere la situazione più impietosa. Ahi, serva Italia…

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