Unioni civili: parte l’assalto al ddl Cirinnà

La strategia, a ben guardarla, appare fin troppo vecchia: è quella del bastone e della carota.

In coincidenza con l’imminente discussione al Senato del disegno di legge di cui è relatrice la senatrice Cirinnà, che mira a introdurre le unioni civili per coppie omosessuali in Italia (ormai uno dei pochi Paesi UE a non consentirle), è partito in grande stile l’attacco del mondo cattolico a questo progetto di legge.

E così, mentre arriva la benedizione del papa e del cardinal Bagnasco all’ennesimo Family Day (la cui finalità, così come il nome, è sempre la stessa: cercare di bloccare il riconoscimento di qualsiasi diritto alle coppie e famiglie composte da persone omosessuali), in Senato i senatori cattolici appaiono indaffarati nel tentativo di azzoppare o affossare il disegno di legge.

La cosa bizzarra è che, sebbene il disegno di legge sia portato avanti dalla Cirinnà e sostenuto da molti altri esponenti del Partito Democratico, è da questo stesso partito che arriva in queste ore un emendamento choc: la penalizzazione, con carcere fino a 12 anni, di atti di maternità surrogata compiuti all’estero, anche in quei Paesi dove essi sono completamente legali.

La proposta appare bizzarra e provocatoria per vari motivi: non solo e non tanto perché inserita in una legge che ha l’obiettivo di disciplinare le unioni civili, e non in leggi che – come, ad esempio, la legge 40 in materia di fecondazione assistita – si occupano invece di fecondazione e maternità. Ma anche perché questa proposta andrebbe a punire atti che sono completamente legali secondo le leggi di molti Paesi, europei ed extraeuropei: per intenderci, è come se l’Arabia Saudita o l’Iran decidessero di arrestare chiunque abbia bevuto alcolici al di fuori dei loro confini.

In fondo, il fatto stesso che a ipotizzare la penalizzazione della maternità surrogata si arrivi soltanto ora che si discute di unioni omosessuali – nonostante a ricorrere ad essa siano anche moltissime coppie eterosessuali – dà l’idea di quanto questo emendamento faccia parte di un tentativo di distrarre l’attenzione dai contenuti del provvedimento – che, in realtà, non ha nulla a che vedere con la maternità surrogata – e di dipingerlo come qualcosa che non è.

A presentare questo emendamento è il senatore PD Dalla Zuanna, che con questo atto pare oggi aver brandito il bastone. Sorprende che la proposta arrivi da lui, che soltanto ieri mattina porgeva invece la carota invocando una posizione unitaria del PD. Come questa posizione unitaria possa essere favorita da un emendamento choc come il suo, è però un mistero che il senatore Dalla Zuanna custodisce gelosamente.

Family day, moniti della chiesa, emendamenti-grimaldello dei senatori cattolici: l’assalto al ddl Cirinnà è partito in grande stile.  Il rischio è che, così come accadde una decina di anni fa con la legge sui DICO, l’attacco abbia successo, e l’Italia in tema di diritti continui a restare in compagnia di Polonia e Romania: lontana, lontanissima da Francia, Germania e Gran Bretagna.

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