Turchia vs Ucraina: come sono andati i gay prides a Istanbul e Kiev

Sin dall’inizio degli anni Settanta, giugno rappresenta il mese in cui la comunità gay esce allo scoperto e manifesta in modo pacifico, gioioso e provocatorio la propria esistenza. La scelta del mese di giugno non è casuale, bensì è dovuta ai moti di Stonewall del 28 giugno 1969, spesso considerati la data di nascita dei movimenti LGBT.

In linea con questa tradizione, ieri si sono tenute ad Istanbul e a Kiev due gay prides svoltisi in condizioni e con esiti molto diversi.

Ad Istanbul, i manifestanti si sono scontrati con il divieto al gay pride imposto dal governo turco. E, alla fine, hanno scelto comunque di scendere in strada, per protestare contro la violazione di un diritto elementare, quale è quello di manifestare pubblicamente. Hanno però dovuto fare i conti con la repressione della polizia turca, che ha sparato lacrimogeni e proiettili di gomma contro i manifestanti, alcuni dei quali sono stati addirittura arrestati.

pride-istanbul

A Kiev, invece, le cose sono andate diversamente. Nella capitale dell’Ucraina, la manifestazione ha potuto svolgersi per la prima volta nel centro della città e la polizia, invece di attaccare i manifestanti, li ha protetti dagli attacchi di estremisti di destra, pronti ad assalire e malmenare i manifestanti.

kievpride

Due notizie, quelle che arrivano da Kiev e da Istanbul, diverse se non opposte, ma che mostrano come la lotta contro l’omofobia inizi a farsi strada anche in Paesi dove i pregiudizi contro le persone omosessuali sono ancora fortissimi e il riconoscimento di diritti elementari appare ancora lontano.

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