Grazie, presidente Ciampi!

Apprendo solo ora della morte del presidente emerito Ciampi. Quello che mi torna alla mente è il ricordo di un uomo che ha amato l’Italia, gli Italiani, l’Europa e la democrazia. Un uomo che ha saputo mantenere i nervi saldi in anni non facili per la vita democratica del nostro Paese, svolgendo con responsabilità e spirito di servizio il ruolo di garante della Repubblica che la Costituzione gli assegnava.
Con la sua scomparsa, l’Italia perde uno dei suoi Italiani migliori. È una grossa perdita per tutti noi, anche per quelle pernacchie umane che, ancora una volta, non perdono l’occasione per fare gli avvoltoi e infangarne la memoria. #graziePresidente #Ciampi

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3 thoughts on “Grazie, presidente Ciampi!

  1. Ricordo ancora che, nel 2004, Ciampi e D’Alema andarono in India per “accordi di collaborazione economica tra i due paesi”. Rientrarono contentissimi per gli accordi raggiunti. La conseguenza osservabile fu un aumento impressionante della delocalizzazine dei reparti di produzione di aziende italiane in India, con conseguente aumento della disoccupazione in Italia. Ciampi e D’Alema sapevano quello che facevano? Secondo me sì, lo sapevano benissimo… 😦

    • Quando s’avvia una collaborazione non se ne conosce le conseguenze( bisogna prima mangiare chili e chili di sale assieme), strada facendo che bisogna trarre le debite valutazioni e aggiustare il percorso. Indubbiamente i due Presidenti hanno agito per il bene del loro Paese. La vera carenza è che il Paese non ha una vera classe imprenditoriale( come da manuali) ma, bensì vige un sistema padronale ancora fortemente agganciato al sistema partitico/governativo( è patetico sentire il Presidente della Confindustria) fermo al Muro che non c’è più. I Presidenti hanno fatto di tutto per svecchiare il sistema in modo da aprire ad una nuova classe imprenditoriale capace di autorinnovarsi di volta in volta, in un sistema di produzione globalizzata. Quella Collaborazione era la catapulta per un mercato da ottocento milioni di futuri cittadini dalle inestimabili risorse.

      • Non so cosa le industrie italiane potessero allora (e possano anche oggi) vendere in India che non potesse/possa produrre l’India stessa a prezzi più convenienti. Ma, anche se ci fosse qualcosa che rientra in questa categoria, l’altra faccia della medaglia è la fuga massiccia dall’Italia verso l’India dei reparti di produzione delle aziende italiane, con conseguente aumento della disoccupazione in Italia, e non penso che Ciampi e D’Alema non potessero prevedere questo.
        Secondo me la “globalizzazione” non doveva essere fatta, o perlomeno non in questo terribile modo (non è stato globalizzato il benessere, ma è stata globalizzata la miseria): gli unici che ci hanno guadagnato, in Italia (e in occidente in generale), sono i proprietari delle aziende, a scapito di chi nelle aziende ci lavora(va): una vera tragedia per gli italiani (e non solo), che è stata permessa anche da Ciampi e D’Alema (tra i tanti altri, ovviamente).

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