Giordania, scrittore ucciso per aver condiviso vignetta anti-Isis

Scrittore dalle posizioni scomode e spesso controverse, Nahed Hattar è stato freddato oggi davanti a un tribunale giordano da tre colpi di pistola esplosi da un uomo poi arrestato dalla polizia.

La Giordania è storicamente uno dei Paesi islamici più moderati, governato da una monarchia che da tempo intrattiene rapporti positivi tanto con i suoi vicini quanto con l’Occidente.

Eppure, anche in quel Paese qualcuno può trovarsi ad essere accusato di blasfemia.

Ogni anno diversi intellettuali vengono uccisi in Paesi islamici perché ritenuti blasfemi, o semplicemente per aver manifestato il proprio ateismo. Gli Stati non sembrano in grado di proteggerli, e forse nemmeno sono interessati a farlo.

Eliminare il concetto di blasfemia e affermare la possibilità di criticare le religioni è già difficile in molti Paesi occidentali, figuriamoci nel mondo islamico. Proprio per questo è necessario che, in tutto il mondo, ci si attivi per chiedere l’abolizione del reato di blasfemia: un punto, questo, al centro della campagna End Blasphemy Laws, sostenuta da associazioni umaniste atee e agnostiche. Dal sito della campagna si può apprendere come in Italia, ad esempio, la blasfemia sia ancora considerata reato, punito con sanzioni amministrative.

endblasph

end-blasphemy-laws.org

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