Uomini che decidono sul corpo delle donne: Trump ordina restrizioni su aborto

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Quest’immagine ha fatto il giro dei social media. Perché? Perché raffigura il nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, mentre firma la messa al bando di contributi federali statunitensi a qualunque associazione internazionale che non solo aiuti a praticare, ma addirittura si limiti a fornire informazioni sull’aborto. E perché, ovviamente, raffigura una pletora di uomini in una stanza dove si prendono decisioni sul corpo delle donne.

In pratica, la norma vieta alle organizzazioni non-governative che ricevano contributi dal governo statunitense di praticare l’aborto, o promuoverlo, all’estero. La mossa non è nuova: fu introdotta dal presidente repubblicano Reagan nel 1984, abolita dal democratico Clinton, reintrodotta dal repubblicano Bush e poi nuovamente abolita dal democratico Obama.

La normativa, insomma, è un vecchio cavallo di battaglia dei repubblicani americani, tradizionalmente ostili al ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza. Significativo è che Trump, che pure non si può considerare un repubblicano convenzionale, abbia deciso di reintrodurla. Un segnale preoccupante del fatto che, probabilmente, Trump porterà avanti le posizioni misogine e omofobe dei repubblicani americani.

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7 thoughts on “Uomini che decidono sul corpo delle donne: Trump ordina restrizioni su aborto

  1. Ciao, premesso che il senso dell’articolo è condivisbilissimo, non mi è chiaro come funziona la norma: vieta la pratica dell’aborto all’estero da parte di cittadini americani? Grazie per i chiarimenti….

  2. Mi scusi ma al di là della retorica del “uomini che decidono sul corpo delle donne”, penso che sia giusto che il governo stabilisca una morale da adottare su certi temi, soprattutto se rispecchia la volontà della popolazione. L’aborto non lo si può vedere in modo unilaterale come problema esclusivo della donna dato che riguarda svariati individui oltre alla stessa: il bambino, che è di fatto la vittima primaria; il padre che viene considerato carta straccia senza la minima importanza nella vita del bambino (solo quando fa comodo però) e che addirittura potrebbe non sapere mai che suo figlio è stato abortito, dato che la legge non prevede che venga informato, cosa totalmente fuori dal mondo; infine, il medico che di fatto è colui che deve fermare la gravidanza e che alcuni vorrebbero costringere a non obiettare, provocando possibili ricadute psicologiche non da ridere. Come vede la situazione è complessa e uno stato civile dovrebbe pensare a tutelare tutte queste figure alla pari, ad esempio impegndandosi a ridurre gli aborti il più possibile con sostegni economici, educazione e responsabilizzazione, cosa che sembra non interessare nè alla destra, nè alla sinistra, nè alla gente comune.

    • Mi scusi, ma il suo commento ha poco a che vedere con l’articolo, che parla di una norma che punta a ostacolare il libero accesso all’interruzione volontaria di gravidanza. Un fatto grave, che limita il diritto di una donna di scegliere se portare avanti una gravidanza nelle sue prime settimane. Settimane in cui il consenso scientifico è che non ci sia nessun bambino, e quindi nessuna “vittima”, come lei la chiama.
      Quello che lei propone è uno stato etico, che decida per conto dei cittadini in questioni in cui, a mio avviso, è bene lasciare il potere decisionale a chi determinate situazioni si trova a viverle. E certo non alla destra, né alla sinistra, o tantomeno alla gente comune. Ma manco a me o a lei, se permette…

      • Come c’entra poco? Mi riferivo al titolo e al fatto che il governo debba portare avanti un’etica ben precisa. Certo che lo stato dovrebbe essere etico, ci mancherebbe. Se no accettiamo pure qualsiasi etica su qualsiasi cosa.
        La scienza dice che non è un bambino ma la scienza dice anche che un embrione è un individuo a sè stante con un proprio dna e in continua crescita e quindi vivente. Non è altro che uno stadio della vita umana: zigote, embrione, feto, bambino, ragazzo, adulto, anziano. Non si ascolta solo quello che si vuole sulla scienza. Sarebbe come dire “eh uccidiamo i bambini perché tanto non sono ancora veri esseri umani adulti”. L’aborto pone fine quindi ad una vita, non è opinabile questa cosa. Poi che la si consideri giusta è un’altro discorso ed è per questo che è giusto che lo stato intervenga ad imporre una morale, perchè certe cose non dovrebbero essere accettabili in una società sana e civile. Altrimenti io posso considerare cosa giusta sparare alla gente a caso e allora devo poterlo fare perchè “tanto non sono io ad essere danneggiato”. Facile quando non si è la vittima. La difesa dell’aborto non è altro che un’attività piuttosto egoistica in cui il diritto di fare sesso viene posto davanti al diritto alla vita di una persona. Nient’altro. Il fatto che non si voglia accettare che la ragione dietro la maggior parte degli aborti sia solamente il desiderio sessuale, non lo rende meno vero. Andando avanti così vedrà che le conseguenze di questa mentalità individualista e utilitarista si paleseranno sempre di più e magari si capirà che non è poi tanto bello essere uccisi senza poter fare niente.

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