Alice e la regina

DALLA PARTE DI ALICE

«“Questo non posso crederlo!”, dichiarò Alice. “Proprio non puoi?”, chiese la Regina in tono compassionevole. “Prova ancora: fai un respiro lungo e chiudi gli occhi”. Alice si mise a ridere. “Non serve a nulla provare”, disse: “Non si può credere alle cose impossibili”. “Oso dire che tu non hai molta pratica”, affermò la Regina. “Quando avevo la tua età, facevo sempre questo esercizio per mezz’ora al giorno. Diamine, certe volte ho creduto fino a sei cose impossibili prima di colazione!”»

Il senso del nome di questo blog sta tutto in questo frammento tratto da “Attraverso lo specchio magico” di Lewis Carroll (forse più noto per aver scritto “Alice nel paese delle meraviglie”) e vuole significare anzitutto la vicinanza a quanti fanno proprio lo spirito conoscitivo della piccola Alice, fondato allo stesso tempo sia su quella insopprimibile curiosità che anima l’umanità sin dalla sua comparsa sulla Terra, sia sulla scelta della razionalità come principio-guida nel proprio percorso umano, tanto in termini di conoscenza quanto di azione.

Troppo spesso, infatti, il coniugio fra curiosità e razionalità viene additato come improponibile, quasi che la scelta della seconda escludesse la prima: come se il rifiuto di affermazioni apertamente arbitrarie, fondate più sul bisogno di avere risposte che non sulla effettiva efficacia di tali risposte alle domande che le hanno generate, escludesse di conseguenza la possibilità di porre domande, mirando a soffocare un dibattito di difficile soluzione.

“Saggio è colui che sa di non sapere”: così, duemilacinquecento anni fa, Socrate affermava l’impossibilità per l’uomo di trovare una risposta ad ogni domanda, e allo stesso tempo ne sanciva la capacità di riconoscere i confini del proprio sapere. Da allora tali confini si sono allargati a dismisura, ma essere riusciti a spostarli molto più in là non equivale ad averli eliminati.

In questo spazio – oggi più angusto che in passato – vi è un notevole proliferare di ipse-dixit, superstizioni, magie, credenze popolari, trame dell’inconscio e religioni. Ed è di queste ultime, che sono le più diffuse e le più strutturate fra le componenti di questa zona grigia, che si occuperà questo blog.

In particolare l’intenzione sarà quella di mostrare (mostrare, si noti, e non “dimostrare”!) come un sistema di credenze fondato al più sulla tradizione possa spingersi ad influenzare anche la vita di chi ad esso non aderisce o in esso non si riconosce, con risvolti tutt’altro che scontati sulla vita politica e sociale di molti paesi.

La spontaneità di Alice vuole dunque essere la risposta a quanti pensano che il rifiuto del dogmatismo porti – secondo un cliché diffuso ad arte – all’apatia, all’infelicità, alla depressione o all’inazione: del ‘tono compassionevole’ della Regina Bianca, francamente, non sappiamo che farcene, e ai suoi inviti a sforzarci di credere alle cose impossibili continueremo a rispondere, insieme ad Alice: “non si può credere alle cose impossibili”.

25 giugno 2009

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...