Laicità: Cuperlo, Renzi e Civati a confronto

È noto che, domenica, il Partito Democratico eleggerà con elezioni primarie il proprio segretario. Proponiamo quindi la lettura di questa nota dell’Uaar che mette a confronto i tre candidati sui temi che più ci stanno a cuore: scuola pubblica, diritti delle coppie omosessuali, testamento biologico, ricerca scientifica.

Chi scrive, va detto, molto probabilmente non si recherà ai seggi delle primarie. Una scelta personale, che non mi esime dal provare a analizzare e informare le posizioni in fatto di laicità dei tre candidati alla guida del più grande partito italiano – posizioni, in quanto tali, rilevanti per le decisioni che poi si prendono in parlamento.

A nostro avviso il candidato più marcatamente laico è Civati: la sua storia, la sua mozione e le sue prese di posizione parlano chiaramente a favore del rilancio della scuola pubblica – troppo spesso “tagliata” per favorire l’istruzione privata, prevalentemente religiosa -, del matrimonio e delle adozioni di coppie omosessuali, del diritto del malato all’autodeterminazione e della libertà di ricerca scientifica.

Dal lato opposto sta Renzi, che tra i tre emerge come il meno laico: non tanto per la sua origine democratico cristiana, quanto per la scarsa chiarezza o in altri casi la timidezza delle sue posizioni. Per dare un’idea, Renzi propone per regolamentare le unioni omosessuali le “civil partnership” inglesi: civil partnership che però, in Inghilterra, sono già superate, dato che da gennaio sarà accessibile alle coppie omosessuali il matrimonio vero e proprio e non un suo surrogato. Manca, inoltre, una presa di posizione sulla scuola pubblica e laica, così come sul testamento biologico e sulla ricerca sulle staminali. Silenzi che pesano.

Cuperlo, infine, sembra collocarsi a metà strada fra gli altri due contendenti: difende la scuola pubblica, propone di regolamentare le unioni civili omosessuali senza spiegare nel dettaglio come vuole farlo, ed è favorevole a cambiare la legge sulla fecondazione assistita.

Vi lasciamo con questo piccolo quesito: voterete alle primarie di domenica? E se si, per chi?

Avvertenze: questo sondaggio non ha un valore statistico, essendo una rilevazione non basata su un campione elaborato probabilisticamente. Esso ha l’unico scopo di permettere ai visitatori di esprimere la propria opinione su temi di attualità.

OppureVendola (Primarie e laicità #9)

Se anche il berlusconianissimo Il Giornale si schiera dando indicazioni di voto per le primarie del centrosinistra ai suoi lettori (“Noi votiamo Renzi”),  chi sta Dalla parte di Alice può star zitto e non dire la sua? La risposta è semplice: se abbiamo a cuore la laicità dello Stato e tutti i valori che abbiamo sempre portato avanti in questo spazio, è necessario promuoverli non solo nel web, ma anche nel mondo reale con l’esercizio del voto.

Nel corso della campagna per le primarie abbiamo parlato delle posizioni dei 5 candidati e le abbiamo messe a confronto.

Adesso è giunto il momento di prendere posizione. Di indicarvi chi, tra i “fantastici 5”, può aiutarci a colmare il gap di laicità che ci separa da Francia, Spagna, Germania o Regno Unito.

Lo diciamo senza dubbi: Nichi Vendola è il candidato che più di tutti ha avuto il coraggio di prendere posizioni scomode e non equivocabili su questi temi e di parlarne apertamente, attirandosi com’è ovvio le antipatie di chi, tanto a destra quanto a sinistra, vuole che questo resti il paese del Gattopardo. E lo diciamo con le parole del sindaco di Milano Giuliano Pisapia (l’avvocato che è riuscito a far uscire Milano dalla sua ventennale ubriacatura berlusconiana):

“Ho ascoltato tutti – ha spiegato Pisapia – e da tutti ho imparato qualcosa. Ho deciso che alle primarie voterò proprio per Nichi al quale mi lega una consonanza politica e personale e, soprattutto, decenni di impegno comune su temi che oggi tutti i candidati condividono ma che, in passato, non facevano parte dell’agenda politica della coalizione di centrosinistra”

Pisapia dice due cose: la prima è che, negli ultimi anni, il centrosinistra qualche timido passo in avanti l’ha fatto. La seconda è che questi passi sono avvenuti grazie a chi, come Pisapia e Vendola, per anni si è espresso con parole che all’inizio sembravano inaccettabili e venivano bollate come provocatorie e estremiste, ma su cui oggi quasi tutti nel centrosinistra concordano.

Noi aggiungiamo che questo cambiamento è ancora troppo timido ed è solo agli inizi. C’è bisogno di incoraggiare questo cambiamento e di dargli un seguito: e lo si può fare votando Vendola.

Il suo risultato, domani, sarà un segnale chiaro per il centrosinistra: se Vendola deluderà, certi temi potrebbero finire nel dimenticatoio. Ma se stupirà, il centrosinistra non potrà fare lo struzzo e ignorare le istanze di laicità che è necessario portare avanti per modernizzare il nostro Paese.

Domani, con le primarie del centrosinistra, possiamo scegliere di tenerci la solita (clericalissima) Italia. Oppure votare Vendola:

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Speciale primarie

Primarie e laicità #8 – le posizioni su legge 40 e fecondazione assistita

Le Scienze ha pubblicato le risposte dei 5 candidati alle primarie a 6 domande su Scienza e Ricerca elaborate da un gruppo di ricercatori, giornalisti e cittadini. Quella di maggior interesse, per la nostra serie “Primarie e laicità”, è la seguente:

4. Quali politiche intende adottare in materia di fecondazione assistita e testamento biologico? In particolare, qual è la sua posizione sulla legge 40?

L’analisi delle risposte (che per la loro lunghezza cerchiamo di sintetizzare di seguito) è interessante sia per lo stile che per i contenuti.

Da un lato, infatti, vi sono le risposte di Vendola e Puppato: che sono le risposte più brevi e chiare. Entrambi ricordano che la Corte Europea dei diritti umani (CEDU) di Strasburgo ha più volte censurato la legge 40: Puppato sostiene la necessità di una forte revisione della legge 40 e Vendola ne propone l’abrogazione e la sostituzione con una legge più liberale. Entrambi i candidati, inoltre, sostengonno con forza la necessità di una legge sul testamento biologico che garantisca la libertà di scelta delle terapie cui sottoporsi o meno.

Sul lato opposto vi è Tabacci, che elabora una risposta più lunga e fumosa: risposta che cerca, a nostro avviso, di alludere a certe questioni senza affrontarle in modo troppo esplicito e che, sempre a nostro avviso, tradisce la difficoltà di un democristiano di lunga data ad “amalgamarsi” in una coalizione di centrosinistra. Per intenderci, Tabacci è l’unico dei fantastici 5 a non ricordare le bocciature (pronunce CEDU) in sede europea della legge 40 e il suo riferimento a una “posizione comune a livello europeo” ignora non solo tali pronunciamenti, ma anche il fatto che la tematica non è un campo di legislazione comunitaria. Tabacci dice inoltre, parlando di alimentazione e idratazione artificiale, che esse non possono essere sospese. Tradotto in soldoni, in casi come quello di Eluana Englaro Tabacci continua a starsene in compagnia di Casini, Gasparri e Berlusconi, non certo del centrosinistra!

A metà tra le due posizioni si collocano Bersani e Renzi: le cui posizioni, a dire il vero, sembrano figlie delle diverse anime e delle diverse posizioni interne al Pd su questi temi. Renzi sostiene la necessità di una “revisione della legge 40” e l’istituzione di un’authority “che decida caso per caso”; Bersani ci gira un po’ intorno facendo più un inquadramento “filosofico” e una critica al metodo di elaborazione della legge 40 che non prendendo posizione in modo inequivoco sul tema – quel che sembra di capire, comunque, è che la sua sia una posizione di cauta apertura alla fecondazione assistita. Sul testamento biologico, ancora una volta, Bersani svicola criticando la legge che sta portando avanti il centrodestra e facendo intendere che il centrosinistra (ma già lo sapevamo!) ha in mente un altro modello; Renzi, invece, apre al testamento biologico in modo simile a Puppato e Vendola.

Per concludere stilando una classifica di laicità dei candidati: ne risultano largamente in testa, nell’ordine, Vendola e la Puppato; seguono, distanziati, Bersani e Renzi. Lontano anni luce, come un pesce fuor d’acqua, Tabacci.

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