Ogni spermatozoo è SACRO

Ogni spermatozoo è sacro.
Ogni spermatozoo è meraviglioso.
Se uno spermatozoo va perso,
Dio diventa piuttosto furibondo.

No, cari lettori, non temete: non siamo impazziti. Dalla parte di Alice non è diventato improvvisamente un blog cattolico e noi non stiamo certo per lanciarci in una crociata contro i metodi contraccettivi. No, “Ogni spermatozoo è sacro” non è lo slogan di una nuova, demenziale campagna della Lorenzin in stile fertility day, ma il titolo di una canzone satirica parte del film Il senso della vita dei Monty Python.

Il film fu pubblicato nel 1983, ed è perciò probabile che molti non lo conoscano. Oggi vi proponiamo perciò una delle sue scene, in cui la posizione cattolica contro il preservativo viene dipinta con ironia:

34 anni dopo, la posizione della chiesa cattolica non sembra esser cambiata di molto. Per quanto ci riguarda, il nostro invito è come sempre quello di usare la testa e di ricorrere all’uso di appropriati metodi contraccettivi per evitare malattie infettive e gravidanze indesiderate 😉

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“Buone feste” o “buon Natale”? Ecco cosa ne pensano gli statunitensi

“Buone feste” o “buon Natale”: quale augurio rivolgere a una persona di cui ignoriamo le preferenze religiose?

Pare che negli Stati Uniti d’America la questione stia suscitando un certo dibattito, a seguito delle polemiche scatenate da alcuni conservatori cristiani sul fatto che, in alcuni negozi, dei commessi abbiano deciso di fare gli auguri ai propri clienti dicendo “buone vacanze” o “buone feste”, invece di “buon Natale”.

Apriti cielo! Non è difficile immaginare quanto i teocon statunitensi possano esser rimasti scandalizzati dalla questione, e come abbiano colto la palla al balzo per sollevare l’ennesimo polverone e lamentare la corruzione dei tempi e la perdita delle (loro) tradizioni. In particolare, un politico texano ha dichiarato che “se qualcun altro mi augura buone vacanze lo prendo a schiaffi. Augurami buon Natale, o stattene zitto”.

La questione, dicevamo, sta facendo discutere al punto che un istituto che si occupa di sondaggi d’opinione relativi alla religione, il PRRI, ha chiesto a un campione di statunitensi se, a loro avviso, un commesso dovrebbe augurare “happy holidays” oppure “merry Christmas” ai clienti. Ed ecco qual è stato il risultato:

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Differenze regionali piuttosto marcate, che sembrano porre in risalto un maggiore tradizionalismo negli stati del Midwest, e una maggiore propensione a non dare per scontato che tutti siano cristiani e celebrino il Natale negli stati del Northeast.

Questa cartina è tratta da FiveThirtyEight, che a questo link (in inglese) presenta i risultati del sondaggio, con qualche dettaglio e riflessione in più. Non ci resta che rimandarvi, se interessati, al sito FiveThirtyEight – e, ovviamente, augurarvi happy holidays!

L’irresistibile fascino delle bufale #2

Proseguiamo la nostra avventura nel mondo degli utonti, cominciata qui, parlando di altre due bufale che stanno facendo il giro del web con tanto di commenti indignati, senza che molti verifichino se sono vere o false.

Bufala numero 3: per la chiesa si passa dall’8 al 12 per mille causa TARES

Questa bufala è di ieri: una bufala fresca fresca. Autore, ancora una volta, il “Corriere del Mattino / Giornale del Corriere”, che titola: “Legge di Stabilità – Aumenta dall’8 al 12 per Mille il contributo per la Chiesa Cattolica”.

La notizia non ha nessun fondamento e nemmeno senso, come si capisce leggendola:

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Anzitutto, in tempi di crisi un aumento dall’8 al 12 per mille dei già moltissimi soldi che lo Stato dà alla chiesa (di cui parlavamo giusto ieri) sarebbe un colpo mortale per le casse dello Stato. Inoltre, appare difficile modificare i patti Concordatari, stipulati tra Italia e Vaticano, con un atto unilaterale del Parlamento (anche nel caso che la modifica avvantaggi la controparte, come nella bufala in questione) senza che tale modifica sia preceduta da una discussione sia pubblica che fra le due parti. Terzo, la motivazione addotta sarebbe davvero ridicola: una vagonata di soldi in più per compensare un aumento della tassa sui rifiuti, che difficilmente potrebbe valere mezzo miliardo di €?

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Ovviamente l’internauta medio non ci pensa due volte, non ragiona e quindi s’indigna e condivide. Cari internauti, prendete nota: il Giornale del Corriere, o Corriere del Mattino che dir si voglia, è un sito creato appositamente per diffondere bufale, quindi non credete né condividete nulla di ciò che dice (è per questo motivo che non mettiamo il link alla bufala).

Bufala numero 4: aboliti gli esami di Stato

La non-notizia la dà “vnews24”, un sito che non appena lo apri ti chiede di cliccare mi piace alla pagina facebook dello stesso e ti apre anche altre pagine pubblicitarie. E già questo dà l’idea della sua serietà. La bufala comincia così:

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Notare che già la parola “grilliAni” dovrebbe far capire al malcapitato che si tratta di una presa in giro ma, se così non fosse (un errore di battitura è pur sempre possibile), la citazione del disegno di legge è deliziosa:

L’allievo, già formato per 5 anni precedenti dal nucleo degli insegnanti, non necessiterà di ulteriore verifica delle sue capacità culturali ed educative. La sua idoneità al conseguimento della Maturità verrà stabilita in base all’esperienza scolastica completa, ovvero verranno evitati equivoci tipici dello stress in sede di esami, stato psichico deleterio e solitamente aggravato dalla presenza di membri esterni giudicanti che non conoscono la storia del singolo individuo.”

Urla ancora di più “bufalaaa!” la conclusione:

“Il Presidente del Comitato Studentesco Nazionale (CSN), Elia Cirroneo ha dichiarato con un comunicato stampa delle 20,00 di ieri sera: “Si ringrazia il Ministro dell’Insegnamento Individuale, On. Paolo Garrupe per aver lottato per il raggiungimento di questo grande obiettivo.””

Premesso che il CSN non esiste, come dovrebbero sapere gli studenti universitari (l’organo di rappresentanza degli universitari presso il ministero si chiama infatti CNSU), e che Elia Cirroneo è un personaggio di fantasia inventato per l’occasione, solo una persona che non ha mai letto un giornale all’infuori della rubrica sportiva potrebbe credere che esista un “Ministero dell’Insegnamento Individuale”, retto peraltro da un mai sentito Paolo Garrupe…

Cari utonti, lo ribadiamo: se vedete girare una notizia sorprendente sui social network, per prima cosa provate a fare qualche verifica in autonomia. Molto probabilmente, scoprirete che si tratta di una bufala. Verificate, prima di condividere o di indignarvi (e se vi va segnalatecela), anziché comportarvi da utonti 😉

PS: la nostra battaglia contro le bufale non finisce qui: continuate a seguirci!

L’irresistibile fascino delle bufale #1

Più che utenti, qualcuno ora li chiama UTONTI: si tratta di persone pronte  credere a tutto, ma proprio a tutto – specie a ciò che concorda con le loro opinioni anche se è assurdo o senza senso – e che, ultimamente, stanno condividendo un sacco di bufale create ad arte da qualcuno che si diverte alle spalle di questi ignari utenti del web.

In questo articolo ne raccogliamo alcune, altre le presenteremo nei nostri prossimi post per ragioni di brevità.

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Bufala numero 1: l’Euro è stata una fregatura ordita ai danni dell’Italia

Guardate questa immagine:

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Quando l’ho vista girare sui social network ho subito pensato: è impossibile. La maggior parte degli internauti, però, avrà visto l’immagine, si sarà indignato, al massimo l’avrà condivisa e si sarà fermato lì. Leggiamola bene, soffermandoci in particolare sulle uguaglianze: 1 marco = 1 €, 1 marco = 990 lire italiane. Bene: la prima è falsa e questa falsità serve a cercar di tenere in piedi un ragionamento, che in realtà è una bufala. Infatti, come si può verificare in tre secondi facendo una ricerca tramite un qualsiasi motore di ricerca, quando l’euro fu introdotto il cambio fu 1.95 marchi = 1 €, e non 1 a 1. Quindi un tedesco ha pagato un € esattamente quanto un italiano, e chi ha creato quest’immagine vuole farti credere il contrario anche se è falso.

Peraltro, anche se le uguaglianze fossero state entrabe vere sarebbe stato comunque falso dire “Italia paga il doppio della Germania e riceve la metà”: infatti ciò significherebbe che per ottenere la stessa quantità di € un italiano avrebbe pagato il quadruplo di un tedesco, mentre le uguaglianze false dicono che avrebbe pagato il doppio. Ma al truffatore questo non interessa, mentre l’utonto è felice di condividere perché “nessun politico te lo dice”.

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Bufala numero 2: per i Rom rubare non è più reato

Questa bufala mi è stata segnalata tempo fa da un amico e, quando l’ho letta, ho pensato che per crederci si dovesse avere un QI sotto lo zero:

“ZINGARI – RUBARE FINO A 200 EURO, NON È PIÙ REATO”

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Si tratta del titolo di un articolo non più disponibile online, pubblicato un mese fa sul fantomatico “Giornale del Corriere”. L’articolo raccontava di un decreto del governo italiano che avrebbe depenalizzato i furti di valore inferiore ai 200 €, ma solo per i Rom. Lo potete trovare riprodotto su Giornalettismo. Leggendolo una persona dotata di senso critico capisce che un provvedimento simile non ha senso e, anche se l’articolo è scritto bene, non può che trattarsi di una bufala. Se proprio ha il dubbio prova a fare una verifica e scopre in pochi minuti che la notizia è falsa. L’utonto, invece, che fa? “Si costerna, s’indigna, s’impegna” poi condivide la bufala con, ovviamente, tanto di insulti razzisti.

Pensa, è gratis

Per concludere questo primo articolo sul tema “bufale”, cari internauti, vi mettiamo in guardia: se vedete girare una notizia sorprendente sui social network, per prima cosa provate a fare qualche verifica in autonomia. Molto probabilmente scoprirete che è una bufala. Verificate, prima di condividere o di indignarvi (e se vi va segnalatecela), anziché comportarvi da utonti.

PS: to be continued – nei prossimi giorni pubblicheremo e smaschereremo altre bufale, continuate a seguirci!

PPS: qui trovate la seconda puntata de “L’irresistibile fascino delle bufale”