Nepal, ragazzina morta durante isolamento per mestruazioni

Secondo un’antica tradizione indù chiamata chhaupadi, le donne sarebbero impure quando hanno le mestruazioni, o nei giorni immediatamente seguenti il parto. Andrebbero perciò isolate e private del cibo, per evitare che la sfortuna o una catastrofe naturale si abbatta sulla famiglia o sulla comunità.

Per questo motivo, e nonostante il governo nepalese abbia vietato questa pratica nel 2005, in alcune aree rurali del Nepal le donne possono ancor oggi venir isolate e private del cibo; talvolta, vengono addirittura confinate in capanni fatiscenti e isolati, costrette a condividere gli spazi con il bestiame, a subire il gelo invernale o l’afa estiva. Si ritiene che molte donne riportino danni fisici e mentali a seguito di questi isolamenti.

La BBC riporta oggi la notizia della morte di Roshani Tiruwa, una ragazzina di 15 anni, in un distretto orientale del Nepal. La ragazzina sarebbe morta per soffocamento: avrebbe acceso un fuoco per cercare di scaldarsi, e la scarsa ventilazione del capanno avrebbe poi indotto il soffocamento. La polizia nepalese ha aperto un’indagine.

L’idea che la donna sia impura in presenza di mestruazioni, o quando puerpera, è comune in molte culture e religioni. Il Levitico, ad esempio, la dichiara impura per sette giorni dopo il parto in caso il nascituro sia maschio, e per due settimane nel caso dia vita a una femmina.

Che la storia e la cultura popolare siano piene di pregiudizi e discriminazioni nei confronti delle donne è un fatto con cui molte società fanno da tempo i conti. Ma leggere notizie come quella della morte di Roshani Tiruwa lascia davvero stupefatti, e ci ricorda che tanta strada resta ancora da fare per emancipare le donne che vivono nelle aree più remote della Terra.

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I terremoti come castigo divino e la confusione di Dio (e dei suoi seguaci)

C’era da aspettarselo. Puntuale come un avvoltoio, anche dopo il terremoto di domenica qualcuno (in questo caso, il direttore di Radio Maria, don Livio Fanzaga – secondo diversi giornali – o – secondo Radio Maria – un non meglio precisato “conduttore esterno”) ha sentito il dovere di spiegarci come questo terremoto altro non sia che una punizione divina a causa dell’approvazione della legge sulle unioni civili.

Che certi brillanti predicatori non si facciano scappare alcuna occasione per alimentare l’omofobia, d’altra parte, è cosa nota e non sorprende davvero più. Eppure, questa volta ci si sarebbe aspettati un po’ più di cautela da lorsignori. Perché davvero non si capisce come a questi pozzi di scienza sia potuta sfuggire una foto che ha fatto il giro del mondo, e che è stata un po’ il simbolo di questo terremoto:

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Eh si, la basilica benedettina di Norcia. Rasa al suolo dal terremoto mandato da Dio.

Insomma: Dio s’incazza per la legge sulle unioni civili e allora che fa? Rade al suolo le sedi dell’Arcigay? Fa cadere il governo che ha sostenuto questa legge? Fa fossilizzare il pene a tutti gli omosessuali d’Italia? No: rade al suolo una chiesa!

Se dovessimo dare retta a personaggetti, verrebbe davvero da pensare che questo Dio onnipotente e castigatore ha qualche problema di mira. O che ha quantomeno le idee confuse. Ma, a ben pensarci, è forse bene smettere di inseguire questi predicatori d’odio e rivolgersi a loro con animo sereno e parole che vengono dal cuore:

PS: abbiamo aggiunto Fuck you di Lily Allen alla playlist nella barra laterale 😉

Sindone: a Torino si celebra un falso storico… spendendo soldi pubblici

1 milione e 700 mila euro. Questa la cifra messa a bilancio da Regione Piemonte, Comune e Provincia di Torino per gestire l’ostensione della Sindone di Torino, il sudario in cui molti cattolici credono che sia stato deposto il corpo di Gesù.

Secondo l’esame condotto con il metodo del Carbonio 14 (il metodo più affidabile a disposizione per datare reperti storici, il cui inventore ricevette per l’invenzione di questo metodo il premio Nobel) la Sindone sarebbe un falso storico realizzato tra il 1260 e il 1390 d.C. Circa 1300 anni, cioè, dopo la presunta morte di Cristo.

L’autenticità della Sindone, comunque, rimane controversa: e non potrebbe essere altrimenti, considerata la scarsa propensione dei credenti a preferire l’evidenza empirica alle proprie intime convinzioni.

Quel che qui ci preme evidenziare, tuttavia, non è il fatto che la Sindone sia molto probabilmente un fatto storico. Ma, piuttosto, che le istituzioni italiane spendano milioni di euro per incoraggiare i cittadini a credere in un fatto storico.

I costi pubblici della chiesa, ovvero quelli che tutti sosteniamo (anche senza essere credenti!) attraverso lo Stato italiano per finanziare la chiesa cattolica, sono già di per sé esorbitanti e insopportabili, considerati la crisi economica e il cattivo stato delle finanze pubbliche. Come è possibile che, ciononostante, gli enti locali piemontesi si siano così entusiasticamente lanciati nel sostegno a un’ostensione che incoraggia la superstizione e insegna a ignorare quel che ci dice la scienza?

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A proposito di autenticità della Sindone: ecco qui un interessante articolo di Wired.

Lo spogliatello degli eunuchi: superstizione e pregiudizio possono bloccare la violenza?

Viene difficile trattenere una risata leggendo questa notizia Ansa: “Spogliarello degli eunuchi blocca scontri religiosi in India“.

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Premesso che non ci sorprenderemmo se domani si scoprisse che è una bufala (dato che a volte ci cascano anche le fonti ritenute più affidabili), la notizia ha in sé un elemento interessante e, se volete, paradossale: perché la sola idea di entrare a contatto con membri di una casta inferiore, temuta perché ritenuta in grado di lanciare il malocchio, sembra in grado di dissuadere una violenza fondata su motivazioni religiose. Insomma, sembra che per una volta superstizione e pregiudizio siano serviti a fermare l’odio intereligioso, che si fonda a sua volta su superstizione e pregiudizio. Quando si dice “chiodo scaccia chiodo”…