La triste vicenda di Alfie e l’autocandidatura italiana per continuarne la tortura

Dopo diversi pronunciamenti legali che si sono espressi in tal senso, tanto dei tribunali britannici quanto della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), è difficile che possano ancora sussistere dubbi sul fatto che il continuare a tenere in vita Alfie Evans non possa essere altro che accanimento terapeutico.

Alfie è un bambino inglese di 23 mesi affetto da una malattia neurologica sconosciuta, da tempo in stato semivegetativo e tenuto in vita soltanto dai macchinari. Il progresso della malattia continua a danneggiare sempre più il suo cervello, ed i medici hanno da tempo osservato che mantenerlo in vita sia soltanto un inutile accanimento terapeutico. Convinzione confermata dai tribunali, cui i genitori, rifiutandosi di arrendersi all’evidenza, si sono rivolti più volte.

Ora, dopo che anche la CEDU si è espressa contro il proseguimento dell’accanimento terapeutico, l’Italia ha conferito ad Alfie la cittadinanza italiana, guadagnandosi immediatamente il plauso del papa. Una vera e propria candidatura a continuare una tortura senza senso in nome di una campagna ideologica “a difesa della vita”, portata avanti, paradossalmente, dalle stesse persone che riescono a definire contro natura una relazione tra due donne o due uomini, ma riescono allo stesso tempo a ritenere naturale ed umana la continuazione ad oltranza, oltre ogni ragionevole limite, di terapie che non hanno nessuna possibilità di guarire Alfie, ma solo di prorogarne inutilmente le sofferenze.

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Approvata la legge sul biotestamento

Poche ore fa, il Senato ha approvato definitivamente la legge sul biotestamento con 180 voti favorevoli, 71 contrari e 6 astenuti.

Il risultato storico è stato reso possibile dal sostegno di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Movimento Democratico e Progressista e Sinistra Italiana – SEL. Contrari Forza Italia, Lega Nord e la maggior parte dei centristi.

Forse ricorderete come nel lontano giugno 2013 in molti osservarono come l’attuale parlamento fosse “il più laico della storia d’Italia”. Nonostante questo non si sia tradotto in un’alleanza di governo con le stesse caratteristiche, in questa legislatura è riuscito ad approvare due leggi laiche molto importanti: la legge sulle unioni civili l’anno scorso, che fu sostenuta da PD, Sinistra Italiana e (incredibile, ma vero) i centristi di Alfano, ed oggi la legge sul biotestamento.

 

Rimettiamoci in marcia

Cari lettori,

avrete forse notato come dall’inizio dell’anno l’attività di Dalla parte di Alice si sia vieppiù rarefatta.

Vi scrivo questo breve post anzitutto per scusarmi di questa lunga latitanza e per dirvi che Dalla parte di Alice tornerà presto attivo.

Fra i motivi di questa latitanza vi sono crescenti impegni lavorativi, che fanno sì che a volte io non riesca a “stare sul pezzo”. Vi chiederei perciò di utilizzare il form disponibile a questa nuova pagina per segnalarmi notizie o argomenti che pensate potrebbe essere interessanti per questo blog, o, nel caso siate interessati, per discutere di un’eventuale collaborazione su Dalla parte di Alice.

Per il momento, la mia idea è di tornare a occuparmi dei temi che da sempre sono oggetto di questo blog, aggiornare le (ormai datate) statistiche di secolarizzazione, che storicamente sono l’argomento che ha riscosso più attenzione, e anche di esplorare nuovi temi – come, tanto per fare un esempio, le alternative al modello relazionale monogamo (ebbene si: le alternative esistono, anche se se ne sente parlare poco).

Prima di rimettere Dalla parte di Alice in marcia, però, mi piacerebbe conoscere anche il vostro parere ed ascoltare i vostri suggerimenti!

A presto 🙂

WiP

Grazie, Stefano

Apprendo con tristezza la notizia della morte di Stefano Rodotà. Per me, come per molti altri, Stefano è stato per anni un punto di riferimento in tante battaglie a difesa della nostra democrazia, per i diritti civili e la laicità dello Stato. Un vero gigante, che ci ha accompagnato mano nella mano, con dignità e fermezza, in un’era politica di nani e ballerine. Stefano lascia un vuoto che sarà difficile colmare. Ma ci lascia anche un’Italia che, senza di lui, sarebbe stata un po’ meno libera e un po’ meno laica. Addio, Stefano, e grazie.

PS: segnalo l’articolo con cui La Repubblica ha scelto di commemorarlo. Merita una lettura.