Australia, vittoria dei si al referendum sui matrimoni gay

Il popolo australiano si è espresso a favore dei matrimoni fra persone dello stesso sesso nel referendum sul tema voluto dal governo australiano. Ne dà notizia la BBC.

Il 79.5% degli aventi diritto ha preso parte al voto, ed il 61.6% dei votanti si è espresso per la legalizzazione delle unioni fra omosessuali.

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Sebbene non vincolante, il voto potrebbe spingere finalmente il parlamento australiano ad approvare una legge che consenta i matrimoni gay. Commentando i risultati del voto, il primo ministro Malcolm Turnbull ha affermato che “milioni di australiani hanno fatto sentire la propria voce votando in modo schiacciante per il matrimonio egualitario. Hanno votato si per senso di giustizia, hanno votato si per impegno, hanno votato si per amore. E ora il nostro compito qui, nel parlamento dell’Australia, è quello proseguire in questa direzione”. Turnbull ha anche annunciato l’impegno del governo australiano a sostenere l’approvazione della legge sul matrimonio egualitario entro Natale.

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Ogni spermatozoo è SACRO

Ogni spermatozoo è sacro.
Ogni spermatozoo è meraviglioso.
Se uno spermatozoo va perso,
Dio diventa piuttosto furibondo.

No, cari lettori, non temete: non siamo impazziti. Dalla parte di Alice non è diventato improvvisamente un blog cattolico e noi non stiamo certo per lanciarci in una crociata contro i metodi contraccettivi. No, “Ogni spermatozoo è sacro” non è lo slogan di una nuova, demenziale campagna della Lorenzin in stile fertility day, ma il titolo di una canzone satirica parte del film Il senso della vita dei Monty Python.

Il film fu pubblicato nel 1983, ed è perciò probabile che molti non lo conoscano. Oggi vi proponiamo perciò una delle sue scene, in cui la posizione cattolica contro il preservativo viene dipinta con ironia:

34 anni dopo, la posizione della chiesa cattolica non sembra esser cambiata di molto. Per quanto ci riguarda, il nostro invito è come sempre quello di usare la testa e di ricorrere all’uso di appropriati metodi contraccettivi per evitare malattie infettive e gravidanze indesiderate 😉

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8 per 1000: si arresta l’avanzata della chiesa valdese

Lenta ma inesorabile, la crescita della quota di Italiani che scelgono di destinare il proprio 8 per 1000 alla chiesa valdese è stata uno degli aspetti più interessanti della ripartizione dei fondi dell’8 per 1000 del decennio scorso.

Nonostante conti soltanto 30000 fedeli circa in tutta Italia, l’Unione delle chiese metodiste e valdesi era riuscita a ottenere nel 2000 l’1.3% delle scelte dei contribuenti, quota poi cresciuta all’1.8% nel 2005 e che ha toccato quota 3.2% nel 2010.

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La crescita dello scorso decennio, che ha più che raddoppiato (quasi triplicato) la percentuale di destinazioni dell’8 per 1000 ai valdesi, si è però fermata a partire dal 2011: da allora, come potete notare, ha subito una progressiva (piccola) flessione (che ha portato la quota al 2.6% nel 2014), riprendendosi leggermente nel 2015 – anno in cui si è attestata al 3%.

Forse vi starete chiedendo come possa una chiesa tanto piccola raccogliere tante firme a proprio favore. Il motivo principale è forse il fatto che per anni molti atei e agnostici, consci del fatto che se non avessero scelto di destinare il proprio 8 per 1000 avrebbero finito per accrescere il gettito della chiesa cattolica, hanno preferito destinare il proprio 8 per 1000 all’Unione delle chiese metodiste e valdesi, che investono i fondi ricevuti in iniziative sociali, socio-sanitarie, culturali e formative.

Un’altra domanda che sorge spontanea porsi è quali siano i motivi che hanno portato alla fine della crescita registrata nel primo decennio del secolo. Difficile dirlo, ma ci sembra ragionevole ipotizzare che una delle ragioni sia la scelta dello Stato Italiano – che è l’unico beneficiario 8 per 1000 a non essere una confessione religiosa – di tornar a destinare il gettito dell’8 per 1000 ricevuto a favore della tutela dei beni culturali e di interventi in aree colpite da calamità naturali, dopo anni in cui i fondi venivano decurtati per esigenze di bilancio. Una scelta, questa, che potrebbe aver spinto alcuni dei non credenti che in passato destinavano il proprio 8 per 1000 alla chiesa valdese a dirottare la propria scelta verso lo Stato Italiano.

PS: a questa pagina potete trovare l’elenco aggiornato degli articoli sull’8 per 1000 pubblicati finora su Dalla parte di Alice. Alcuni sono un po’ datati – tornate a visitarci nelle prossime settimane per i dati aggiornati!

8 per 1000: in calo la quota di Italiani che scelgono di destinarlo

Forse non tutti sanno che meno della metà degli Italiani sceglie, nella propria dichiarazione dei redditi, di destinare l’8 per 1000 allo Stato Italiano o a una confessione religiosa. E, probabilmente, pochi fra quanti scelgono di non destinarlo sanno che, a causa di un meccanismo di ripartizione a dir poco truffaldino, anche i loro soldi vengono comunque ripartiti tra Stato e religioni, in proporzione alle scelte espresse dai contribuenti. Con il risultato che, in pratica, la maggior parte (circa l’80%) dei soldi che i contribuenti scelgono di non destinare finiscono direttamente nelle casse della chiesa cattolica.

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Dopo aver toccato il minimo storico – 37.3% – nel 1998 (o nel 1999, se consideriamo l’anno in cui la dichiarazione viene presentata anziché quello in cui i redditi vengono prodotti), la quota di contribuenti che sceglie di destinare l’8 per 1000 è progressivamente cresciuta fino al 46.2% del 2012. Questa crescita si è però arrestata negli ultimi 3 anni, durante i quali la percentuale di scelte espresse è calata fino al 42.8% (2015). In pratica, oltre la metà – il 57.2% – degli Italiani sceglie di non destinare il proprio 8 per 1000, che in questo modo andrà quasi totalmente alla chiesa cattolica.

Nella ripartizione dei fondi dell’8 per 1000 del 2015, la fetta principale è andata come sempre alla chiesa cattolica, che si è aggiudicata l’80% della torta – ovvero, circa 1 miliardo di euro. A dividersi il restante 20% sono stati lo Stato (14.5%), la chiesa valdese e metodista (3%), l’unione buddista (1%) e molte altre chiese (evangelica, ortodossa, avventista…) e comunità (ebraica e induista), che si sono aggiudicate piccole porzioni del rimanente 1.5%.

PS: a questa pagina potete trovare un elenco degli articoli sull’8 per 1000. Molti di questi sono un po’ datati, tornate a visitarci nelle prossime settimane per i dati aggiornati!